Costruzione del Sé nel dualismo tra identità personale ed espressione digitale

Lavoro, famiglia, amici: a seconda delle persone con cui ti relazioni, espressioni verbali e atteggiamenti possono subire forti mutamenti. Così con colleghi e superiori mostri il tuo lato professionale, con gli amici e coetanei sei disinvolto, in famiglia ne risulta un lato ancora differente. Questi cambiamenti si verificano nella vita reale ma anche in quella digitale. Pertanto le domande che sorgono spontanee sono:

Qual è il vero io? Come individuare la propria identità?

Avere numerosi e differenti tipi di relazione è di grande aiuto per l’individuo in quanto riesce a far emergere i diversi aspetti della propria personalità. Cerchiamo di indagare i meccanismi di definizione dell’identità personale e della sua espressione all’interno del mondo digitale per comprendere come essa si sviluppi e in quale modo possa influenzare la persona.

Definizione dell’identità

William James, noto psicologo e filosofo statunitense di origine irlandese, è stato tra i primi a chiedersi come l’identità si sviluppasse e definisse. Egli ha individuato due componenti fondamentali dai confini distinti ma non troppo netti appartenenti al Sé dell’individuo: “Io” e “Me”. La prima rappresenta un’istanza di consapevolezza di chi comprende, ragiona e riflette sulla propria persona. La seconda è la modalità in cui l’individuo si vede. A sua volta il “me” si manifesta nel:

  • me materiale costituito dalla rappresentazione di come appariamo
  • me sociale esplicato in relazioni e interazioni sociali
  • me spirituale ovvero l’istanza capace di fare riflessioni

Premesso che il Sé di una persona risulta essere  “la somma di tutto quello che può chiamare suo” e che vi è un sé sociale che si concretizza nella relazione con l’altro, possiamo convenire che esiste un Sé differente per ogni individuo che ci conosce. Ogni aspetto che sentiamo appartenerci e decidiamo di mostrare nella vita online e offline ci caratterizza e sarà interpretato dal mondo esterno creando un sé sociale differente a seconda delle persone che questo intercetterà. (Qui un link di ulteriore approfondimento della tematica dal punto di vista psicologico)

Secondo quanto osservato da Oliveiro Ferraris l’identità è “una dimensione psichica complessa”,  “essa è come la pelle che ci ricopre: impossibile farne a meno, perché segna il confine tra l’interno e l’esterno di noi” (La ricerca dell’identità, 2007). L’identità è un qualcosa di irrinunciabile e inscindibile dalla condizione umana, che può manifestarsi solo nel momento in cui l’individuo entra in contatto con il mondo esterno. La sua complessità si manifesta nelle sue differenti declinazioni: identità personale che viene intesa come “essere”,  mentre l’identità sociale come “apparire”.

Identità personale e espressione digitale

In questo contesto entra in gioco l’espressione digitale. Lo sviluppo dell’identità, infatti, è legato a molteplici agenti quali la famiglia, gli amici ma anche la televisione, la rete e i social. La società moderna, concentrata sul possedere, non pone il proprio focus sull’essere quanto sul mettersi in vista. Per cui se dobbiamo definire la nostra identità secondo il principio di differenza o ordine di identità, saremo propensi a osservare i modelli più in voga con cui entriamo in contatto quotidianamente e a imitarli cercando invece di allontanare quelli che a livello sociale ricevono minor approvazione e successo. Il mondo digitale non solo ci offre modelli di riferimento al quale aspirare, ma può essere considerato un vero e proprio luogo da abitare e nel quale stare assumendo, come nella vita reale, atteggiamenti e comportamenti che variano a seconda del contesto.
Pur utilizzando un unico device, gli ambienti digitali che frequentiamo sono molto differenti tra loro. Anche le azioni che compiamo su ciascuno di essi sarà diversa: pensa al modo in cui comunichi e utilizzi i social, pensa alle ricerche che fai dal tuo cellulare, cosa salvi condividi o leggi.

Un percorso in evoluzione

Il digitale offre infinite possibilità a ciascuno di noi. Esso ha amplificato la modalità di espressione e condivisione dei contenuti. Per comprendere l’evoluzione della nostra esistenza dal punto di vista digitale pensiamo a come i social si siano trasformati e specializzati.
Inizialmente, con MySpace, abbiamo capito come creare e ottenere il nostro spazio. In seguito abbiamo iniziato a costruire una vera e propria identità da prima utilizzata per entrare in contatto con amici e parenti, pensiamo ad esempio a Facebook, e poi per scopi lavorativi e professionali con piattaforme come Linkedin o Google+. Questo percorso non solo ci ha condotto a esprimere la nostra identità a livello digitale ma anche a comprendere come essa debba essere alimentata e resa coerente giorno per giorno in modo tale da creare una web reputation di un certo spessore.

(Foto via Ninja Marketing)

Oggigiorno essere consapevoli di avere e dover mantenere la propria personal reputation ha condotto molte persone a temere il contenuto permanente.
Cosa penserà il mio futuro datore di lavoro se troverà questa foto?
Cosa diranno di me dopo aver cercato il mio profilo?
Queste sono domande che hanno influenzato il modo di postare e condividere. Le stories di Instagram che consentono la pubblicazione e svaniscono dopo 24h o i messaggi su Telegram dotati di un timer per l’autodistruzione sono tra le prime soluzioni proposte a livello digitale che ne rendono l’intervento più effimero.
In questo modo è possibile esprimersi potendo poi cambiare opinione su determinati contenuti, oppure mostrare un lato di sé in maniera temporanea.  Malcolm Gladwell, giornalista e sociologo canadese, diceva che se l’uomo non si contraddice non sta realmente vivendo. Il digitale oggi ci consente di contraddirci senza che questo possa rivoltarsi contro di noi in un prossimo futuro.

L’importanza del medium

Pur mostrando lati differenti saremo sempre riconosciuti, ma abbiamo bisogno dell’altro perché questo avvenga. In un certo senso potremmo dire che l’individuo inizia ad esistere veramente solo nel momento in cui si relaziona ad altri. Aristotele diceva che l’uomo è un animale sociale quindi risulta essere tale solo se si relaziona con altri uomini. Essendo anche animale razionale,  egli non ha un rapporto predeterminato con il mondo, dunque le relazioni che sviluppa non sono precodificate, consentendogli di comportarsi in modi differenti e di rafforzare la sua possibilità di libera espressione.
Ogni relazione risulta essere sempre mediata sia nella vita reale in quanto abbiamo bisogno di vedere l’interlocutore o ascoltarlo e dunque vista e voce si trasformano nel medium, che online in cui il medium è la piattaforma.
Il mondo digitale, inoltre, può essere considerato come un medium di relazioni, il quale ha amplificato il processo di identificazione perché pone l’individuo a contatto con due esterni da sé: lo strumento che funge da contenitore e il contenuto digitale.

La risoluzione del dualismo

Se l’identità si manifesta in relazione ad altri, non possiamo che parlare delle reti in cui gli individui si inseriscono e si ritrovano immersi. All’interno di ciascuna rete la persona può ricoprire ruoli di centralità o meno e consolidare tanti o pochi legami.  In questo modo il web diviene una multiforme vetrina in cui bisogna ricreare la propria immagine avendo cura di mostrare le proprie attitudini. Vengono riversati i nostri punti di forza e le nostre debolezze e per poterlo fare i canali comunicativi sono molteplici.
Bisogna, però, ricordare che ogni nostro atteggiamento e comportamento appartiene alla nostra persona, ma l’espressione e manifestazione digitale non corrisponde mai in maniera totale all’identità bensì
ne mostra sempre un aspetto, pertanto anche il lasciarne traccia deve adattarsi a questa prerogativa.
Quindi nel trasporre la nostra identità personale online
non bisogna presentare la versione perfetta di noi stessi, ma quella vera così da rappresentare in modo univoco non solo come vogliamo apparire ma chi siamo. Per giungere a questa coerenza bisogna unire il sé sociale a quello materiale.


Eliana Zuliani
Studentessa di Web Marketing laureata in Scienze e Tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale.
Amante delle sfide, della coerenza e del fare buona musica.