Nel 2020, con il “bonus monopattini” varato dal ministro Danilo Toninelli, le strade delle città italiane sono state innondate dai monopattini elettrici suscitando molti pareri contrastanti tra automobilisti e pedoni. Ora nel 2021 percorrendo la statale SS51 di Alemagna in occasione dei mondiali di sci alpino a Cortina d’Ampezzo non si possono non notare dei pali neri con delle telecamere e sensori disseminati lungo la strada. Malgrado l’incredulità di molti non si più non ammettere che questi siano i segni di una modalità più sicura e sostenibile. Car sharing, bike sharing e veicoli elettrici sono oggi i protagonisti di un nuovo modo di spostarsi, definito: Smart mobility. Questo concetto fa parte di un disegno più ampio ideato dalla comunità europea riguardante l’utilizzo di nuove tecnologie per migliorare la qualità di vita e ridurre l’impatto ambientale. La smart mobility è un sotto insieme dell’iniziativa europea di Smart city con un focus legato ai trasporti, in linea con il tema dell’economia circolare. Per poter esprimere al meglio il concetto di Smart mobility partiremo dal concetto di smart city.

Smart mobility: un tassello della Smart city

Smart city o città intelligente è una città che usa le nuove risorse tecnologiche per garantire una sostenibilità economica ed energetica per migliorare la qualità di vita dei propri cittadini.

Nel modello teorico, le smart city sono caratterizzate da un’alto livello di connettività tramite l’utilizzo di sensori per la raccolta dati mettendo in connessione tutti gli elementi che la compongono.

La smart city è il frutto della trasformazione digitale degli ultimi anni e dell’introduzione nella vita quotidiana del IoT(Internet of Things) portando a: utilizzo di energie rinnovabili, illuminazione pubblica adattiva, sistemi di sicurezza, gestione dei rifiuti automatizzata e miglioramento dei servizi di trasporto pubblico. Grazie a questo sistema di interconnessione, come sottolinea Laura Baronchelli, la smart city permette ai cittadini di godere di: maggiore sicurezza, grazie all’utilizzo di tecnologie di video-sorveglianza avanzate per la lotta alla criminalità; maggiore efficenza, valutando strategie di miglioramento sulla base di dati; maggiormente inclusiva, con la possibilità di avere un filo diretto tra cittadini e pubblica amministrazione; minori emissioni, soprattutto di CO2.

Il tema delle smart city è trattato dall’Unione Europea secondo sei sotto elementi tra cui la smart mobility di cui parliamo in questo articolo:

  • Smart People: Il capitale sociale dato dai cittadini deve avere un ruolo attivo nel processo innovativo
  • Smart Governance: l’amministrazione deve mettere al primo posto i cittadini, le risorse ambientali, le relazione della comunità.
  • Smart economy: l’innovazione tecnologica dovrà portare all’aumento della produttività e dell’occupazione.
  • Smart living: le nuove tecnologie dovranno portare ad un livello di comfort e benessere più alto nel campo dell’educazione, salute e sicurezza
  • Smart mobility: le soluzioni di mobilità intelligente che analizzeremo nei prossimi paragrafi
  • Smart environment: per uno sviluppo sostenibile ed efficenza energetica

Tutto questo può sembrare lontano ed avveniristico, ma ogni innovazione avviene per fasi e non da un giorno all’altro. La comunità Europea è all’avanguardia in questo nuovo mondo High-tech e nel prossimo paragrafo analizzeremo tutte le direttive che hanno portato ai risultati attuali in termini di smart mobility.

L’unione europea e le direttive sui trasporti

L’Unione Europea non ha competenza diretta in materia di mobilità urbana, in ogni caso le iniziative europee sulla smart city per trovare soluzioni sostenibili alle problematiche ambientali globali hanno una ricaduta pratica su quella che è la mobilità urbana di tutti i paesi europei.

Rispetto al sistema di innovazione bottom-up utilizzato negli stati uniti, in cui l’innovazione avviene dal basso senza che l’autorità pubblica si inserisca attivamente, in Europa e quindi anche in Italia, il processo innovativo ha una struttura top-dow, con determinate iniziative proposte dalle autorità competenti. È proprio in linea con l’approccio top-down che l’unione europea ha previsto una serie di iniziative tra cui l’Agenda 21 che individuano nel trasporto, e quindi nella mobilità, una delle più grandi minacce ambientali. Il libro verde del 2007 ha posto particolare sensibilità sulla mobilità urbana con cinque iniziative principali da portare a termine secondo un approccio integrato ovvero: traffico più scorrevole nelle città, città più pulita. Trasporto urbano più intelligente, trasporto urbano più accessibile e sicuro. La direttiva 40/2010/UE, rappresenta una tra le più importanti in tema di smart mobility mettendo in campo le nuove tecnologie creando sistemi di trasporto intelligenti e interconnessi. Questo tramite nuovi servizi di informazione sullo stato del traffico, trasmissioni di dati sui servizi stradali, chiamate di emergenza (e-call) e di servizi di prenotazione del parcheggio.

Nel 2018 la commissione europea è tornata a sottolineare la centralità della tecnologia nei trasporti, con un particolare accento sui veicoli a guida autonoma (self driving cars) per raggiungere una maggiore sicurezza in strada e la riduzioni di emissioni nocive.

Smart mobility: cos’è e a cosa serve

La Smart mobility è un iniziativa che fa parte del progetto europeo Smart City pensato per creare delle città intelligenti, digitali e inclusive che, mediante l’utilizzo di sensori high-tech e delle tecnologie IoT, migliorino la vita dei cittadini sul piano dei trasporti, rifiuti, illuminazione, sicurezza e mobilità. La Smart mobility, o mobilità intelligente è quindi una nuova serie di iniziative tecnologiche che attraverso sensori specifici raccolgono dati per garantire movimenti più efficienti e meno inquinanti. Le iniziative sono dedicate a varie tipologie di infrastrutture come i parcheggi, le stazioni di ricarica per mezzi elettrici o ibridi, la segnaletica smart e i veicoli con guida assistita.

Le parole chiave quando si parla di smart mobility sono:

  • flessibilità: intesa come possibilità di scelta di differenti tipologie di mezzi di trasporto a seconda del contesto e della finalità.
  • efficienza :ovvero la possibilità di arrivare a destinazione nel minor tempo e sforzo possibile.
  • tecnologie pulite, utilizzando fonti rinnovabili a zero emissioni.
  • sicurezza nella guida: tramite la prevenzione degli incidenti.
  • accessibilità: intesa come la possibilità per tutti di potersi muovere.
  • benefici sociali:per una migliore qualità di vita.

In termini di accessibilità e inclusività, smart mobility vuole poter mettere gli utenti nella condizione di accedere ai trasporti in modo facile e veloce. Per fare ciò, i soggetti dovranno ottenere le informazioni personalizzate in tempo reale per poter organizzare al meglio i propri spostamenti mediante dispostitivi mobili come smartphone, tablet, notebook, pc portatili ecc.
Gli utenti della smart mobility diventano al tempo stesso sensori e fonte di informazione per la comunità dando feedback sullo stato del traffico, sui posti liberi o lo stato di pulizia dei mezzi pubblici . L’utente passivo diventa quindi un’elemento attivo nella community.

Muoversi diventa quindi un’azione collettiva e non del singolo individuo. Si parla infatti di MaaS ovvero Mobility as a Service, un servizio onnicomprensivo da usare al bisogno pagando un abbonamento. Ciò è possibile combinando i servi di trasporto pubblico con quelli privati attraverso una piattaforma comune che gestisca viaggio e prenotazioni, in cui gli utenti possano registrasi con un account privato e pagare.

La modalità Maas ha portato negli ultimi anni alla nascita di numerosi fornitori di servizi di bike e car sharing. Tutto ciò sta mettendo in discussione il vantaggio economico di possedere un mezzo di trasporto personale nei confronti dell’utilizzo su richiesta. I principali modelli alternativi del Maas sono:

  • Ridesharing: ovvero la condivisione dei sedili vuoti delle automobili, che in tempi di pandemia è scesa oltre il 10%.
  • Bicycle commuting: la bicicletta risulta essere una buona soluzione alla micromobilità.
  • Car sharing : noleggio di auto a ora o minuti per brevi spostamenti mirati.
  • On demand service: permettendo di chiamare un’auto a noleggio mediante un’applicazione (Uber e Lyft).

Le caratteristiche della smart mobility

La smart mobility si caratterizza di tre azioni chiave: L’interoperabilità, ovvero l’applicazione di tecnologie per la raccolta dati indispensabili per far funzionare le modalità di trasporto; i sistemi di trasporto intelligenti, si intendono le tecnologie per acquisire, processare, e diffondere informazioni sul traffico a tutti gli utenti della strada; modalità sostenibile, sono tutti i sistemi di trasporto a basso impatto ambientale.

Gli elementi indispensabili per la creazione della smart mobility sono:

  • La creazione delle infrastrutture per garantire la mobilità pubblica, privata e alternativa (elettrica)
  • Creazione di un sistema di sensori appositi per raccogliere i big data di tutti i veicoli interconnessi con la smart mobility
  • Implementazione di una piattaforma di fornitura di servizi per rielaborare i dati
  • Realizzazione di applicazioni per la gestione dei servizi da parte dell’utente

Smart mobility in Italia

Città come Torino nel 2019 hanno approcciato i primi test nell’utilizzo di alcune macchine a guida autonoma, purtroppo la crisi delle vendite nel mercato automobilistico ha rallentato i test anche se solo momentaneamente. Inoltre nella maggior parte delle città italiane è stato introdotto il mobile payment ovvero il pagamento della sosta auto tramite app per facilitarne l’utilizzo. In alcuni parcheggi è stato introdotto il pagamento tramite telepass per ridurre al minimo i tempi di attesa dovuti al pagamento. Telepass ha introdotto un nuovo servizio chiamato Next un assistente vocale che permette di fare rifornimento, lavare l’auto, pagare gli stalli del parcheggio e ricorda le scadenze del bollo e dell’RCA.

Smart road: la soluzione tech alla guida su strada

Dal 2020 sono stati messi in campo molti progetti di sperimentazione ed è stato dato il via libera ai test sui veicoli più innovativi. La maggior parte degli incidenti sono dovuti alla scarsa comunicazione e coordinamento tra utenti della strada, per questo motivo si va sempre di più vero una mobilità cooperativa che metta in connessione i singoli automobilisti.

Nasce cosi il concetto di smart road ovvero una strada intelligente sulla quale i veicoli possono comunicare e connettersi tra loro ricevendo in tempo reale informazioni sul traffico, incidenti, percorsi alternativi, meteo, parcheggi, rifornimenti e fornire interventi veloci in caso di emergenze. In poche parole possiamo dire che la smart road è l’applicazione pratica dei concetti della smart mobility nel contesto stradale.

Le tecnologie intelligenti sono integrate nella carreggiata stradale e possono essere utili per: migliorare la visibilità, generare energia, comunicare con veicoli autonomi e monitorare le condizioni stradali. Alcuni esempi sono:

  • Connettività IoT: dispositivi IoT e strade possono collegarsi per avere informazioni sul traffico e sul meteo.
  • Reti di gestione del traffico: attraverso la rete autovelox per fornire segnali di zone pericolose o trafficate
  • Ottimizzazione dei semafori

Cortina 2021

In occasione dei mondiali di sci 2021, con un investimento di 27 milioni di euro, debutta in italia la prima smart road progettata da Anas sulla statale SS51 di alemanna da Longarone a cortina su un tratto di 80km. Lungo il tratto di strada sono stati installati dei pali dotati di videocamere e sensori in continuo contatto con le automobili consentendo la comunicazione.

Questi sensori permettono la connessione V2V (veicolo-veicolo) e V2I (veicolo-infrastruttura). Questo sistema di interconnessione permetterà di ottenere

  • sicurezza: attraverso l’utilizzo di tecnologie per la guida assistita
  • Connessione: grazie al 5g e alla rete wi-fi per lo scambio di dati
  • Informazione: per fornire informazioni utili agli automobilisti
  • Green: alimentazione ecosostenibile dei sensori

La guida autonoma

Elon Musk ammette a riguardo della guida autonoma:“Non mi aspettavo che fosse così difficile”, Il colosso delle macchine elettriche ammette nel 2021 la difficoltà di progettazione di macchine completamente autonome nella guida. Prima della pandemia del 2020 si pensava che l’avvento delle auto con guida autonoma fosse alle porte. La crisi nelle vendite del settore automotive ha fatto ripensare a riguardo, e sembra che prima del 2025 non si arriverà alla completa guida autonoma.

La normativa ha regolamentato la guida autonoma secondo cinque livelli di autonomia SAE (society of automotive engineers):

  • Livello zero: identifica le autovetture senza alcun sistema di guida computerizzato, in cui è il conducente ad avere il totale controllo di guida
  • Primo livello: si riferisce alle automobili cono sistemi dedicati alla guida assistita di base, come il Cruise control additivo che regola la velocità o il park assist che aiuta il conducente in fase di posteggio
  • Secondo livello: caratterizzato dalla guida semi-automatica che garantisce al conducente la prevenzione da urti contro oggetti grazie alla frenata automatica di emergenza. Anche il parcheggio da remoto tramite cellulare rientra in questa categoria, ma la responsabilità del mezzo appartiene sempre al conducente.
  • Terzo livello: il conducente può abbandonare i comandi temporaneamente in autostrada, la vettura è in grado di accelerare, frenare e effettuare cambiamenti di corsia, ma non di muoversi nel centro urbano.
  • Quarto livello: il veicolo è completamente autonomo ma il conducente avrà comunque la possibilità di intervenire sui comandi manuali
  • Quinto livello: Piena automazione in cui la macchina non è predisposta di volante e il computer di bordo valuta le alternative migliori in termini di percorso.

Problemi etici della guida autonoma

Ma la società è davvero pronta alla guida autonoma? Numerosi sono i dibattiti etici e filosofici scaturiti da questa tematica.

Il tema più complesso nella progettazione delle auto con guida autonoma sta nella mancanza del giudizio morale proprio dell’essere umano. La guida manuale è caratterizzata da una razionalità empatia mentre quella delle auto senza conducente da una razionalità anempatica basata su schemi precostituiti.
Molti citano il cosiddetto trolley Problem (problema del carrello ferroviario) ideato dalla filosofa Philippa Ruth Foot. In questo ipotetico scenario il conducente di un treno, senza la possibilità di frenare,  si trova difronte ad un bivio: su una binario si trovano cinque persone legate e sull’altro c’è una sola persona legata. Quale è la scelta più giusta o razionale in un caso di emergenza?

Il MIT (Massachusetts institute of technology) ha proposto “moral machine” una piattaforma online sulla quale vengono proposti scenari agli utenti, simili al trolley Problem sopracitato, i quali devono prendere delle scelte. In questo modo vengono raccolti dati sulla preferenza degli utenti per poter generare un software che possa andare ad implementare le nuove macchine con guida autonoma.

Un’altra  soluzione al quesito del trolley problem è coniata da G. Contissa, F. Lagioia e G. Sartor, che lavorano nell’ambito del diritto e delle nuove tecnologie è denominata “ethical knob” ovvero manipola etica. Questa manopola permette al proprietario del veicolo di impostare tre modalità in caso di sinistro:

  • altruista: limitare i danni all’esterno del mezzo a discapito di chi è allineano
  • Egoista: proteggere le persone all’interno del mezzo a discapito del contesto esterno
  • Imparziale: minimizzare i danni in generale anche se questo è a discapito dei passeggeri

Questa idea riporta la responsabilità al conducente dell’auto dotata di guida autonoma in caso di incidente.


Conclusione

Le nuove tecnologie e in particolare le IoT stanno cambiando il mondo e la nostra quotidianità. L’interconnessione dei dispositivi, la raccolta di dati e lo scambio di informazioni ricoprono un ruolo determinante per un futuro ecosostenibile e per una qualità di vita migliore.

Le smart city sono la risposta europea a questi cambiamenti per proporre un modello di città innovativo ed inclusivo che non può non mettere l’accento sulla mobilità e i trasporti.

Le sperimentazioni per le automobili senza conducente sono in continuo sviluppo ma il traguardo è ancora lungo, il capitale umano è ancora oggi l’elemento chiave, capace di compiere scelte con una razionalità emotiva. Non possiamo però non pensare ad una maggiore sicurezza in strada, e nasce così Smart Mobility, ovvero l’insieme di iniziative per creare interconnessione tra i veicoli per una guida più sicura. A rompere il ghiaccio sarà la statale SS51 di Alemagna in occasione dei mondiali di Cortina 2021.


Sitografia

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URL: https://www.culturedigitali.org/smart-city-platform-il-futuro-sostenibile-delle-citta/

L. Maci, Smart City, che cosa sono e come funzionano le città intelligenti ,”economyup”,  Gennaio 2022
URL: https://www.economyup.it/mobilita/smart-city-cosa-sono-davvero-e-a-che-punto-siamo-in-italia/

L. BaronchelliSmart city: cos’è, come funziona, caratteristiche ed esempi in Italia, ”lumi4innovation”,  Gennaio 2022
URL: https://www.lumi4innovation.it/smart-city-cose-come-funziona-caratteristiche-ed-esempi-in-italia/

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URL: https://ec.europa.eu/info/eu-regional-and-urban-development/topics/cities-and-urban-development/city-initiatives/smart-cities_en

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URL: https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-662-63635-0_6

Telepass, innovazione, gennaio 2022.
URL: https://www.telepass.com/it/gruppo/chi-siamo/innovazione

G.Di Matteo, Elon Musk ammette: la guida autonoma di Tesla è indietro. “Non mi aspettavo che fosse così difficile”, “Forbes”, gennaio 2022
URL: https://forbes.it/2021/07/07/elon-musk-non-aspettavo-guida-autonoma-fosse-cosi-difficile/


Autore

Sono Filippo Vedovato, ho 23 anni e sono laureata in Scienze della comunicazione grafica e multimediale. Negli anni universitari, il marketing e la comunicazione digitale sono diventati la mia passione portandomi a proseguire gli studi in IUSVE nel corso di laurea magistrale di Web Marketing e Digital Communication.