Come è cambiata la condizione dell’essere umano con l’arrivo di Internet e delle nuove tecnologie?

Ad oggi, questa è la domanda che molto spesso ci sentiamo porgere per quanto riguarda il processo di costruzione esistenziale  che si delinea attraverso l’ausilio dei social network. 

Ma quindi, quale potrebbe essere la riposta a questa domanda?

Sembra essere una tematica molto importante, quella dell’esistenza/presenza mediata dalla tecnologia, tanto da aver coinvolto diverse discipline, ognuna della quali ha cercato di dare una propria visione a riguardo. 

Realtà fisica e realtà virtuale 

Internet, così come le nuove tecnologie, ha portato una serie di cambiamenti, sopratutto nell’ambito della comunicazione creando una condizione tale per cui noi possiamo essere costantemente connessi con altri individui permettendoci di limitare il problema delle distanze.

Il Web ha creato dei presupposti diversi  e sono state inoltre sviluppate nuove  piattaforme che vengono costantemente rimpiazzate e aggiornate. 

Questi cambiamenti hanno avuto anche degli effetti non solo nei comportamenti e nella psiche del singolo individuo ma pensi anche  a livello sociale. 

Numerosi sono gli utenti che, costantemente vivono la loro giornata dividendosi contemporaneamente tra online e offline, quindi tra una realtà fisica e una realtà virtuale; infatti grazie a questi ambienti social che è possibile agire sul web e allo stesso tempo anche nella realtà fisica.

 L’individuo e le interazioni sociali 

L’individuo, definito per natura un animale sociale, ha bisogno di interagire e di creare relazioni oltre ad essere socialmente integrato. All’interno dei social network si arriva a creare e a partecipare a vere e proprie community. 

I social media diventano quindi parte importante durante il processo sociale e molto spesso gli individui che li utilizzano non sono in grado, o semplicemente non ne sono consapevoli, o meglio ancora, non vogliono esserlo, di quale sia la loro interazione online.

Accogliendo la “comunità” di Internet, ci si lascia coinvolgere in un qualcosa che distacca l’individuo dalla realtà facendo si che questa si possa realizzare in un certo senso online.

Nell’articolo Riflessioni del sé. Esistenza, identità e social network emerge il fatto di come: 

“ sia possibile compiere azioni in rete che abbiano una ricaduta sulla realtà e come acquisire una consapevolezza che la vita e l’identità online possono essere un rispecchiamento dell’identità fisica, un’esistenza altra e anche una rappresentazione fallace della vita reale.”

Condivisione e partecipazione

In pratica, i social media ci consentono di condividere con altri utenti una serie di informazioni riguardanti la propria esperienza di vita , sia essa online o offline. 

Le persone nel momento in cui comunicano attraverso i social agiscono in maniera differente rispetto a quando l’interazione avviene faccia a faccia; tendono ad essere più estremi e a condividere molto più facilmente le proprie emozioni con gli altri utenti.

Si prestano a lasciarsi andare su aspetti della propria vita o ad un qualcosa che proviene da un altro ambiente (anche del web stesso) e decidono di postarlo sui propri profili; a volte si presenta anche la condizione in cui avviene uno scambio di opinioni online con altri utenti dando l’impressione di avere una vera e propria conversazione quasi come fosse di persona, mediata però da uno schermo e una tastiera, riuscendo comunque a dare quel senso di immediatezza e istantaneità tipici della comunicazione tradizionale. 

Basti pensare alle semplici app di messaggistica come Whatsapp o Telegram. 

Ma non viene a mancare in un certo senso quella sorta di intimità tipica delle relazioni che si hanno di persona?  

 Ma a quanto pare quello che vale per la realtà fisica vale anche per la realtà virtuale:  si viene a creare partecipazione e condivisione.

È anche vero però che gli individui stessi, sono costantemente bombardati di informazioni ed hanno accesso a numerose opinioni, tant’è che risulta sempre più difficile pensare con la propria testa e avviare un processo di crescita personale e una elaborazione  degli input proposti online in quanto  si è diventati dipendenti da qualcuno o in questo caso da qualcosa ( es. un oggetto come il computer o il proprio smartphone).

Baudrillard sosteneva che l’utente rimane sui social per non rischiare la morte sociale.

Questa è la potenza dei social network, attraverso la condivisione e la partecipazione, mi viene quasi da dire “passiva”,  si verifica un continuo processo che rallenta la decodifica dei problemi sia individuali sia sociali. Inoltre, la possibilità di modificare in continuo divenire  la propria individualità toglie  la possibilità di esprimersi realmente.

Infinite sono le possibilità che danno i social, anche quelle di creare dei propri avatar, delle versioni migliore di sé stessi molto spesso per compiacere agli altri. Si arriva a percepire come i social a volte spingono l’individuo a sentirsi inadeguato e a istigarlo a seguire il giudizio altrui.

Bolter e Grusin sostenevano che “la libertà di essere se stessi coincide con la libertà di diventare qualcun altro (o qualcosa d’altro) “.

Sempre citando l’articolo Riflessioni del sé. Esistenza, identità e social network: 

“La questione dell’identità va a questo punto esplorata nella dinamica collettiva, ossia nel rapporto che il sé ha con il gruppo sociale di cui fa parte. Nei social network avviene proprio questo continuo raffronto tra un mondo personale – quello del proprio diario – e un mondo collettivo – quello della rete sociale in cui l’utente si esprime e compie le azioni.”

Tutto ciò ha degli effetti sul mondo reale e può produrre delle ripercussioni sul benessere fisico e mentale.

Sono le nuove generazioni, i Millenials, quelle colpite maggiormente da questo processo; la comunicazione mediata rappresenta per loro una modalità comune di comunicare poiché sono nati e cresciuti con le nuove tecnologie che “facilitano” in un certo senso la comunicazione e le relazioni aiutando le amicizie e le relazioni romantiche, senza rendersi conto dei possibili rischi e effetti che questi possono avere sulla loro vita quotidiana.

L’uso prolungato della comunicazione mediata dal computer ( per farne un esempio) o da altro oggetto di comunicazione, ha portato delle problematiche significative e a delle aspettative a cui l’individuo inconsciamente non sa dare risposta o molto più semplicemente non è in grado di percepire.

I social media danno una costante visione di ciò che è perfetto insinuando alle persone una costante ansia e paura per il futuro portando ad una crisi del proprio benessere mentale. 

Questa mancanza di obiettivi porta ad una infelicità e inoltre questo imporsi da parte delle interazioni mediate ha recato un danno alle relazioni faccia a faccia dimostrando che la vita sociale  è mutata.

 Conclusioni

È difficile capire dove porterà tutto ciò e cos’altro di nuovo ci sarà. 

Sicuramente i cambiamenti continueranno ad esserci,  poichè fa comunque parte del progresso, bisogna però capire se questa continua trasformazione della  condizione dell’individuo, è cambiata in peggio o semplicemente l’individuo stesso si è adattato e ha iniziato a conoscere meglio il linguaggio di internet o più semplicemente è disposto a vivere una presenza come esistenza mediata.

 

SITOGRAFIA

https://www.stateofmind.it/2017/04/comunicazione-mediata-da-computer-self-disclosure/

http://riviste.erickson.it/med/wp-content/uploads/4_Denicolai_II_2014_fin.pdf

https://www.maize.io/en/content/social-man

 

Alessandra Carraro, studentessa di Web Marketing; laureata in Scienze e tecnologie della Comunicazione.