Cosa significa avere un mese in abbonamento a Spotify Premium o Netflix? Come si sta evolvendo il “consumo digitale” e qual è il suo ruolo nella nostra società contemporanea?

Desiderio e digitale

Il consumo digitale e l’utilizzo dei digital devices porta quotidianamente a sviluppare nuove idee legate alla tecnologia e all’innovazione. Questo fa nascere in noi nuovi desideri di consumo relativi a prodotti e servizi che hanno la particolarità di essere sempre in costante e veloce rivoluzione, rispetto a quegli atteggiamenti legati al modo di consumare e desiderare prodotti caratterizzanti gli anni prima dell’avvento della cultura digitale. Consumo e desideri prevedevano un tempo più dilatato e probabilmente meno repentino rispetto ad oggi.

I desideri attuali, legati a prodotti e servizi di consumo sul web, hanno molto spesso la caratteristica di essere immateriali e non tangibili, non hanno infatti un valore materiale e non occupano uno spazio ad esempio di 13 x 20 cm come nel caso di un libro da leggere. L’utente acquista un prodotto o servizio che fondamentalmente esiste solo con l’accesso a piattaforme digitali e che molto spesso è valido per un preciso arco temporale, trenta giorni, nel caso di alcuni abbonamenti, dopodiché ci si ritrova con niente di fatto nelle proprie mani.

I settori del mercato a livello globale che risultano coinvolti in questo modo di intendere il consumo digitale contemporaneo sono molteplici, uno fra tutti il settore musicale.

Possono essere intesi infatti quei servizi come quelli offerti da Spotify o Apple Music, per quanto riguarda lo streaming musicale, oppure si può pensare a quei servizi legati all’intrattenimento come nel caso dell’azienda americana Netflix, o rispetto a tutte quelle discipline che prevedono l’attivazione di una sottoscrizione per avere accesso a piattaforme per l’apprendimento online.

Dati di consumo e digitale

Il digitale è visto come la chiave principale di questi mutamenti ed è in continua espansione.

In Italia e nella maggior parte dei paesi globalizzati sta riscontrando un’incidenza sempre più significativa in termini economici, ma soprattutto ha una forte incidenza sociale.

Il digitale però non va inteso come un qualcosa di prettamente etereo e distaccato dal reale. Il digitale, infatti, siamo tutti noi; esso diventa semplicemente un’estensione della nostra realtà quotidiana, un luogo diverso dove poter incontrarsi, sperimentare e fare acquisti.

Diverse ricerche, in particolare quella proposta da wearesocial in collaborazione con hootsuite, mostrano come gli utenti con accesso a internet nel nostro Paese siano pari a 54.80 milioni, con un’incidenza del 92%, e di come le connessioni da dispositivi mobile stiano di trimestre in trimestre andando ad aumentare.

Da questo punto di vista il consumo online, inteso come l’acquisto e l’appropriazione di un bene o di un servizio tramite piattaforme web, sta andando di pari passo con il notevole incremento di ambienti digitali dove poter andare ad acquistare servizi online. L’utente ama la possibilità e la comodità di poter avere sempre con lui le giuste colonne sonore per le sue giornate attraverso servizi che gli permettono di poter accedere a una vastissima libreria musicale, anche offline, potendo quindi ascoltare in ogni luogo e in ogni momento il proprio album personalizzato senza interruzioni pubblicitarie.

La personalizzazione di un prodotto/servizio, infatti, risulta essere uno dei punti di forza fondamentali, che diverse realtà di business hanno deciso di cavalcare.

L’avvento del digitale, e il ruolo cardine che esso sta ricoprendo nella nostra società, ha portato inoltre a far assumere nuove forme e nuovi stili di vita dell’individuo in relazione con se stesso e nei confronti della società in cui vive. Caratteristici sono i nuovi modelli in cui il digitale va a inserirsi prevedendo anche forme di collaborazione tra le aziende e i suoi possibili stakeholder.

Reti di relazioni

Il digitale permette di creare forme di relazione tra diversi soggetti, promuove la partecipazione sempre più attiva del singolo individuo e sviluppa aspetti legati alla condivisione di esperienze. Il desiderio di consumo, che va a nascere e svilupparsi quindi nella società digitale, è caratterizzato e composto da molteplici fattori che vanno a incidere sulla diffusione sempre più veloce di idee e stili di vita. Le persone risultano influenzate le une dalle altre attraverso recensioni online e tramite l’utilizzo stesso delle varie applicazioni.

L’utente non è più solo e isolato, ma si trova inserito in reti relazionali sempre più ampie e complesse.

Che ruolo hanno, quindi, per noi le recensioni di prodotti e servizi? Quanto influenzano la nostra percezione della marca?

I nostri stili di vita vengono fortemente “influenzati” e la provata mancanza di questi servizi ci porta mensilmente a rinnovare abbonamenti, più o meno economici, per soddisfare e appagare i nostri bisogni quotidiani che si posizionano sempre più verso l’apice della piramide di Maslow.

Il desiderio, che definiamo essere generato da un senso di mancanza e dal provare e percepire una sensazione di vuoto, ci porta a una costante ricerca di modi o strumenti per occupare il nostro tempo, in un certo senso cerchiamo di colmare momenti di attesa e silenzio nella nostra vita.

Comprare un CD del nostro cantante preferito significava qualche anno fa avere tra le mani un oggetto, fisico e tangibile, che potevamo ascoltare in luoghi e momenti precisi. Il CD era un prodotto fisico che poteva ricordarci il momento preciso della nostra vita in cui l’abbiamo acquistato, poteva essere autografato, poteva mostrare segni di usura del tempo che passava. Oggi il CD è uno di quei prodotti, ancora presenti, ma che ha vissuto, e forse ancora adesso sta vivendo, un notevole cambiamento di paradigma.

Dall’altro lato, invece, ci sono realtà come Spotify che di fatto offrono un prodotto interamente digitale, che prevede la versione free, supportata da pubblicità oppure la versione premium che permette di ascoltare qualsiasi brano musicale contenuto nelle librerie pagando un canone mensile.

Quindi arriviamo a chiederci se sia meglio avere un prodotto “fisico”, che porti con sé il ricordo di un’evento particolare oppure un servizio che tramite un device ci permette di ascoltare qualsiasi brano musicale in ogni luogo e in ogni momento? CD o streaming musicale? Come cambia la nostra percezione in questo caso rispetto al modo con cui viviamo la musica?

Evoluzione e prodotti digitali

L’uomo nel corso della sua lunga storia è stato mosso da desideri che lo portavano a livello sociale a differenziarsi in base a diversi beni o oggetti che possedeva. Come spiegava Veblen, riferendosi alla società del XX secolo, il consumo arriva a essere definito con l’accezione di “vistoso”, cioè permetteva all’uomo di esporre e manifestare la propria ricchezza e il proprio status sociale.

Il consumo quindi è stato spesso visto come materiale, tangibile e con un suo valore, anche economico, annesso.

E oggi? – La società, come ha affermato un grande sociologo contemporaneo, Z. Baumann, ha visto un grande cambiamento con il passaggio dalla società dei produttori a quella dei consumatori, e un mutamento della quantità e qualità dei desideri (Z.Baumann – Consumo, dunque sono).

Il consumo oggi implica un rapido utilizzo del prodotto/servizio/bene di consumo e allo stesso tempo una rapida sostituzione dello stesso.

Il desiderio, oggi, di consumare è in costante accelerazione, e il digitale non funge altro che da cassa di risonanza di questo fenomeno, aumentando notevolmente la propensione delle persone a volere un oggetto, fare esperienza dello stesso e mostrarlo, per dare poi nuovamente origine a questo ciclo.

Il digitale, tramite per esempio a una campagna di advertising o influencer marketing porta costantemente a mettere in risalto prodotti o servizi; l’utente è soggetto a una sorta di sovraesposizione rispetto a questo tipo di modo di fare marketing e comunicazione.

Il modello freemium

Uno dei modelli economici più diffusi nel digitale è il modello freemium, come abbiamo delineato con il caso Spotify, che permette di offrire due versioni dello stesso servizio. Una versione gratuita (free) dove poter utilizzare una versione “base” del prodotto, e una versione “Premium” dove viene venduto il prodotto completo nelle sue funzionalità. La versione free porta una sorta di fidelizzazione rispetto a un prodotto, andando così ad abbattere la barriera del prezzo, facendo in modo che il cliente una volta affezionato passi alla versione avanzata del servizio offerto completo di tutti gli agi e di tutte le funzionalità. 

Conclusioni

Oggi il consumo digitale sta mutando giorno per giorno, in modo sempre più veloce con una sorta di accelerazione costante.

Oggi ci sono alcuni trend, domani ce ne saranno degli altri.

Capire il consumo digitale, significa porre al centro sempre la persona, l’uomo, con i suoi bisogni e i suoi desideri. Comprendere il digitale, quindi, significa capire l’uomo cercando di seguire i suoi nuovi stili di vita rimanendo sempre al passo con lo scorrere veloce del tempo.

 

alessandro-tomelleri