Negli ultimi anni si è parlato molto dell’importanza dell’influencer marketing, in modo specifico quando si tratta di aggiudicarsi il mercato, dato che soprattutto al giorno d’oggi risulta essere così affollato e saturo di advertising, specialmente online. Ciò che non può fare in termini di interesse e trasformazione con un messaggio promozionale dei più classici, del resto, sembra lo riesca a fare ormai l’affidarsi ai Brand Ambassador, che godono di considerevole credibilità e approvazione presso la propria community e che sanno trasformarsi in dei veri e propri punti di riferimento nel momento in cui si tratta di prendere decisioni d’acquisto.

CHI SONO I MICRO INFLUENCER?

L’influencer marketing è ormai una pratica molto diffusa tra i brand di abbigliamento e non nello scenario del digital marketing, in modo tale da farsi conoscere in ambito digital tramite i social network per  creare affiliazione. Un influencer è, per definizione, un utente possessore un pubblico più o meno ampio che è  in grado di influenzare in maniera positiva e vantaggiosa per l’azienda per cui lavora, le opinioni e i comportamenti di un determinato target di consumatori che lo seguono. Il micro-influencer marketing si basa sugli stessi presupposti dell’influencer marketing, ma in scala ridotta. Al giorno d’oggi sono molte le aziende che guardano con interesse sempre maggiore al micro-influencer marketing: anche se può sembrare un svantaggioso affidare la promozione del proprio brand a un influencer con una cerchia di follower più ristretta, non è così, infatti i vantaggi di questa strategia di influencer marketing sono diversi. Quando vogliamo parlare di micro-influencer prendiamo in esame persone comuni, che hanno esiti importanti in nicchie specifiche. Non si parla di utenti con un numero esorbitante di contatti, poiché in questa fetta di mercato si lavora su un piano differente che incrocia engagement e trust. Il micro-influencer è un utente che utilizza i social come Instagram, per comunicare le proprie passioni. In alcuni casi le sue azioni non hanno un fine ben preciso e non sa neanche di essere un personaggio degno di nota per una strategia di marketing. Ma proprio il suo comportamento disinteressato sui social e assente di secondi fini lo porta a essere ben visto dalla sua cerchia di follower. Quindi può essere usato come uno strumento per raggiungere determinate audience che in altri casi non si riuscirebbero a raggiungere. I micro-influencer sono degli utenti che lavorano o sono interessati ad una determinata fetta di mercato o ne sono grandi appassionati; proprio per questo motivo sono immersi completamente in esso e lo conoscono in maniera impeccabile, ne comprendono il funzionamento globale e con il tempo sono riusciti ad acquisire credibilità e autorevolezza all’interno del settore di riferimento, oltre ad avere un importante successo. Parlando quindi di successo, sono le risposte alla domanda su quanti follower deve avere un micro-influencer per potersi definire tale ad assumere particolare rilevanza e a spiegare la natura e gli obiettivi stessi di una strategia di micro-influencer marketing. C’è un parametro che sembrerebbe mettere d’accordo gli esperti del settore: possedere tra i 1000 e i 100.000 follower rappresenterebbe la cifra giusta per la community di un micro-influencer.  Alcuni studi, hanno provato a misurare e sono riusciti a dimostrare il come varia l’engagement deo follower della community di un micro-influencer al variare delle sue dimensioni: in parte a sorpresa, quando la community risulta essere più piccola pare essere anche più coinvolta (mette like ai post, li commenta e/o condivide e più in generale interagisce con l’utente in questione). Un utente Instagram con meno o un massimo di 1000 follower ha, infatti, un tasso di coinvolgimento dell’8%; lo stesso sembrerebbe scendere invece ad appena l’1.7% quando la community sfiora il milione. È presto spiegato così, come ribadisce la guida di HubSpot al micro-influencer marketing, il primo dei vantaggi che si hanno quando ci si rivolge a dei micro-influencer in quanto il tasso di coinvolgimento della loro community risulta essere maggiore rispetto ad utenti che posseggono molti più follower.

COME INDIVIDUARE UN MICRO-INFLUENCER ADATTO?

Da parte del micro-influencer c’è una grande attenzione rivolta alla propria community, all’interazione con i propri follower. C’è chi pone delle domande, chi scrive le proprie opinioni e chi magari rilascia delle critiche, costruttive o meno. Il micro-influencer, nei limiti delle proprie possibilità, risponde sempre, in modo tale da alimentare un pubblico che gli diventa fedele, magari non molto omogeneo per quanto riguarda il target, ma costante nella propria crescita. È  il capo di un gruppo che non tradirà. I numeri assoluti del micro-influencer non sono alti, infatti a volte si rischia di perderlo di vista tra tutti questi questi nomi in quanto i profili non si riconoscono immediatamente. Ma una cosa fondamentale c’è: la grande attenzione verso la verticalizzazione dell’audience. Tutti questi fattori rendono il mondo dei micro-influencer molto interessante

PERCHÈ SCEGLIERE UN MICRO-INFLUENCER PER LA PROPRIA CAMPAGNA DI BRAND AMBASSADOR?

Come prima cosa il micro-influencer è una persona che attraverso social, blog e Youtube comunica ciò che gli piace, la propria passione, e lo fa grazie a delle competenze sviluppate con il tempo e gusto. I follower, quindi, lo seguono per le sue capacità sul campo. Non si tratta quindi di una notorietà arrivata tutta in un colpo, ma guadagnata giorno dopo giorno. 

I motivi fondamentali per cui un’azienda o brand dovrebbe rivolgersi ad un micro-influencer sono fondamentalmente 3 e sono:

•Engagement superiore.

•Convenienza economica

•Maggiori conversazioni

I tassi di coinvolgimento di queste campagne sono superiori del 60% rispetto alla norma, 6,7 volte più efficienti e convenienti rispetto agli influencer che hanno delle audience più ampie. I micro-influencer portano anche più conversazioni (in termini settimanali) rispetto all’utente medio.

I MICRO-INFLUENCER SARANNO SEMPRE PIÙ RICERCATI

In base alla quantità di fan vengono individuate quattro tipologie di influencer: mega-influencer che hanno dai 500mila ai 2 milioni di follower, influencer dai 100mila ai 500mila, i micro-influencer ed i nano-influencer. I micro-influencer posseggono da 1.000 a 10.000 follower, vengono preferiti dalle aziende dato che il loro prezzo di ingaggio è minore rispetto ad un mega-influencer (il cui costo può essere di migliaia di euro a scatto) e le performance sono più elevate per il tipo di lavoro richiesto, producono più engagement e riescono a raggiungere e coinvolgere in modo attivo e positivo la loro rete di contatti. (Si può optare per una campagna di micro-influencer marketing che permette di ingaggiare un numero di influencer molto più elevato rispetto a dei mega-influencer, garantendo un tasso di penetrazione molto maggiore nelle singole community di riferimento di ciascun influencer). Questo modo ti lavorare tramite i micro-influencer è chiamato microtargettizzazione. Le persone ingaggiate dall’azienda offrono contenuti di valore ai propri follower, aiutando così il brand a fidelizzare i clienti e a guadagnare nuovi contatti rilevanti. Le aziende poseranno il loro sguardo sempre di più sui nano-influencer che pubblicano post sponsorizzati per lo più in cambio di prodotti omaggio, inserendo, in base alle disposizioni fornite dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) in nome della trasparenza, come per tutti gli influencer, gli hashtag #sponsored (sponsorizzato) o #ad (pubblicità), #prodottofornitoda. Secondo una ricerca di Markerly (nota piattaforma online di influencer marketing), l’engagement varia in base al quantitativo dei follower posseduti, infatti un utente con 1.000 follower ha un tasso di coinvolgimento pari all’8%  mentre per un utente con un milione di follower la percentuale  di coinvolgimento scende all’1.7%.

UN MICRO-INFLUENCER È PIÙ AUTENTICO

Il micro-influencer a rispetto ad un top influencer, viene considerato ancora un membro della community: è un utente con il quale interfacciarsi in maniera spontanea e diretta, in un rapporto simile a quello che si ha con un amico. Insomma, un micro-influencer è sì un esperto, ma è soprattutto percepito dalla community come “uno di noi”.