Lean Production. Quante volte si è sentito parlare di questa metodologia, a volta descritta come innovativa e portatrice di cambiamento, a volte come troppo dedicata alla produzione senza considerazione del suo impatto nel personale? Non tutti sanno tuttavia in cosa consiste veramente e perché non abbia ancora del tutto preso piede in occidente. 

Per rispondere al meglio a questa questione bisogna tuttavia fare un passo indietro, ed iniziare a capire meglio la forma mentis occidentale nel campo dell’organizzazione del lavoro attraverso la descrizione delle caratteristiche delle varie divisioni del lavoro che si sono susseguite nell’ultimo secolo.

Le varie tipologie di divisione del lavoro si differenziano tra appartenenti alla vecchia divisione del lavoro e appartenenti alla nuova divisione del lavoro.

Della vecchia divisione fanno parte il Taylorismo e il Fordismo, classici metodi di organizzazione del lavoro appartenenti al ‘900, che hanno contribuito a far crescere l’industrializzazione e a aumentare la produzione di beni, soprattutto nei primi decenni del secolo scorso.

Di questi, il Taylorismo è il primo metodo che introduce l’organizzazione scientifica del lavoro. Il risultato finale dell’applicazione di questa metodologia era l’individualizzazione del lavoro attraverso incentivi e controlli, che dovevano ipoteticamente dare al lavoratore la motivazione a produrre di più e ottenere più retribuzione. Avrebbe dovuto quindi essere più incentivante, ma in realtà insegnava al lavoratore a non pensare in quanto si ritrovava a svolgere delle azioni ripetitive e senza necessità di particolari abilità. Questo aspetto si evolve poi nel fordismo.

Il Fordismo è infatti responsabile della creazione della catena di montaggio, attraverso la quale il lavoro viene diviso in tanti pacchetti affidati a singole persone e la velocità del lavoro non è l’aspetto fondamentale del pagamento, bensì lo è la quantità di prodotto. Questo ha portato alla lunga ad una standardizzazione del prodotto creato e del lavoro svolto, e di conseguenza un generale deskilling del lavoratore a cui non era più richiesta una particolare abilità.

Queste tipologie uniformano quindi il gusto del cliente, per soddisfare il quale tutto può essere razionalizzato con disciplina ed efficienza, in modo tale da ottenere dei fine settimana colmi di oggetti facilmente ottenibili.

I nuovi metodi di divisione del lavoro invece sono caratterizzati da una maggiore flessibilità unita ad una minore gerarchia, e ne fanno parte varie tipologie tra le quali la Lean Production, o Produzione Snella.

Il nome Lean Production serve a descrivere un metodo di produzione giapponese che è stato applicato con successo nel mondo sia a compagnie manifatturiere che a compagnie di servizi. Questo sistema ha iniziato a prendere piede dopo essere stato utilizzato dall’azienda giapponese Toyota e per questo è noto anche con il nome Toyotism.

La Lean Production contribuisce a creare una crescita della produzione e della specializzazione del lavoratore, un aumento nell’utilizzo delle tecnologie e una produzione più controllata e senza sprechi. Lean Production diventa quindi sinonimo di un sistema più flessibile, decentralizzato e non individualistico che diminuisce la gerarchia interna. Una delle cose più importanti è l’utilizzo del metodo di produzione Just-In-Time per l’accumulazione flessibile, attraverso la quale si può produrre senza sprechi, evitando l’accumulo da sovra-produzione.

La Lean Production si basa su sei caratteristiche principali:

  1. Innanzitutto, contrariamente ai metodi della vecchia divisione che si dedicano ad obiettivi a corto raggio come prezzi e low cost, essa si basa su una filosofia a lungo termine;
  2. Per quanto riguarda lo svolgimento dei compiti, essi sono standardizzati in una catena di montaggio ed è quindi possibile il controllo visivo dei singoli lavoratori e di ciò che svolgono;
  3. Viene utilizzata la tecnica del Just-In-Time, che quindi crea un processo di produzione continuo e senza sprechi di sovrapproduzione;
  4. I fornitori aziendali sono inseriti all’interno della pianificazione stessa, in modo da velocizzare le relazioni;
  5. I team producono con qualità ma fermano la produzione interamente per risolvere i problemi, in modo da prendere decisioni più lente ma già realizzabili;
  6. I lavoratori permanenti vengono sostituiti da quelli temporanei.

Come tutte le tipologie di divisione del lavoro la Lean Production non è perfetta, ma ha elementi positivi e negativi. Aumenta il potere del teamwork, poiché si crea equalizzazione tra i singoli, ed aumenta di conseguenza la soddisfazione di un lavoro ben fatto. Dalla parte opposta, si viene a creare una grande pressione e stress per il lavoratore, che si ritrova a fare un lavoro ripetitivo che può creargli anche dei problemi fisici (ad esempio problemi ai tendini delle mani). In tutto questo tuttavia la Lean Production riesce ad offrire una forza lavoro di maggiore qualità rispetto a tutte le altre divisioni del lavoro.

Al giorno d’oggi la Lean Production è diffusa in un vasto range di compagnie e governi in Paesi di tutto il mondo. Tuttavia non si è trasferita ovunque allo stesso modo. Viene suggerito da Christian Wittrock in “Reembedding Lean” che il contesto di Lean Production è in qualche modo unico per il Giappone, e che Paesi in Europa e in America lo inseriranno in modi differenti. Wittrock, esaminando i codici antichi giapponesi, trova infatti richiami alle idee base della Lean Production nel concetto di lavoro come promotore dei bisogni della società, nelle idee di disciplina, rituali, pulizia ed eliminazione dello spreco.

Questo rende chiaro come non tutta la filosofia della Lean Production si sia trasferita in occidente. Nella visione di Wittrock, all’inizio gli Stati Uniti presero il termine “Snella” solo in un contesto di taglio dei costi, lasciando da parte tutto il senso giapponese di lealtà reciproca e obiettivi a lungo termine.

La visione Confuciana di disciplina, metodo di istruzione e lealtà è molto diversa da quella occidentale, e non si è trasferita insieme al metodo Lean Production.

In sostanza spesso i concetti si trasformano in base al Paese in cui sono trasferiti.

La domanda che sorge spontanea è quindi se la Lean Production arriverà a sostituire totalmente il Fordismo che tanto viene ancora utilizzato. Ad un primo impatto sembra di sì, ma non è una risposta ubiqua. Questa è infatti una di quelle domande a cui non si riuscirà a dare una risposta precisa, proprio per il fatto che la filosofia intera del metodo Lean Production appartiene alla società orientale, e per questo è difficile riuscire a farla entrare in una cultura occidentale in cui il teamwork è meno importante a discapito dell’individualismo.

Vedendola da un punto di vista differente tuttavia, la Lean Production, in questa sua forma occidentalizzata e che lo si voglia o no, è molto più vicina a noi di quanto pensiamo, in quanto si fa portatrice del pensiero tecnico che tanto caratterizza questa epoca contemporanea.

Questa riduzione degli sprechi, questa ottimizzazione dei tempi al fine di produrre qualcosa, è parte della definizione del pensiero tecnico stesso.

Il pensiero tecnico è un pensiero che visualizza per la prima volta un fine e non fa altro che trovare il mezzo più veloce ed economico per raggiungerlo.

Questa tecnica è avulsa da ogni considerazione che non sia quella dell’efficacia, della performance e dell’ottenere un risultato in tempi brevi senza sprechi. Nella tecnica non c’è né bello né brutto, né buono né cattivo.

Proprio in questo il pensiero tecnico è molto vicino alla nostra versione di Lean Production.

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Sara Pompeo  Studentessa di Web Marketing laureata in Scienze e Tecniche della Comunicazione grafica e multimediale. Amante della lettura, dei paesaggi montani e dei linguaggi dello storytelling.