Postmoderno e nuove relazioni sociali

Il postmodernismo è diventato un termine d’uso comune, che si ricollega immediatamente all’idea di una società contemporanea in cui le grandi eredità del passato (le istituzioni religiose e politiche, finanche la stessa istituzione famigliare), vengono sottoposte ad un processo di liquefazione. La vita contemporanea si ritrova inserita all’interno di un frame postmoderno, una società liquida (Bauman, 2002) in cui la logica consumistica si sposta dalla cultura delle merci alle relazioni sociali, portando con sé il tradizionale approccio al consumo, fast and easy, in cui le relazioni diventando le nuove merci da fruire, secondo quell’ottica di velocità ed efficienza che sta alla base di questa cosiddetta società liquida.

Cambia la modalità di porsi all’interno di una relazione, in particolar modo in quelle relazioni di natura affettiva, le quali vengono percepite più come un peso, ossia un ostacolo che l’individuo deve superare per poter spostarsi agevolmente in un’altra situazione, in un’altra relazione.

Un business in espansione

Pensiamo al nuovo mercato che si è aperto, quello delle App di dating online: da Tinder a Badoo, passando per siti web come Match.com e Meetic, l’amore viene declinato in queste nuove piattaforme digitali, divenendo una merce di scambio. E lo stigma sociale, tipicamente associato a queste applicazioni, sta via via scomparendo, lasciando spazio ad un nuovo modello di business, un business che, secondo uno studio commissionato da Meeting e realizzato dallo Center for economics and business research, ha offerto un’interessante panoramica sul giro d’affari delle applicazioni di dating online in 6 paesi europei – Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda – evidenziando come il fatturato degli incontri online sia pari a circa 26 miliardi di euro.

By Kevin Simmons

In particolare le entrate globali di questi servizi di digital dating, come evidenziato da Statistica, ammontano a 4.6 miliardi di dollari nell’anno 2016, con una buona percentuale di crescita in territorio americano, che andrà a toccare i 100 milioni di dollari proprio nel 2019.

Negli ultimi 20 anni le modalità con le quali gli individui selezionavano il/la proprio/a partner sono andate incontro a dei cambiamenti radicali, come emerge anche da uno studio accademico condotto da i ricercatori americani Rosenfeld e Thomas, i quali sostengono come la presenza e la crescita del mondo digitale abbiano supportato lo sviluppo di app dedicate al mondo del dating online, aprendo la strada ad una nuova forma di relazione amorosa, in cui gli individui che vengono “matchati” dagli algoritmi della piattaforma non risultano connessi da nessun legame sociale precedente. Nell’ultima decade quindi gli appuntamenti online sono divenuti la seconda più popolare tipologia di incontro per i cittadini americani.

Ma non solo in America, anche in Italia inizia a diffondersi in maniera sempre più capillare la ricerca del proprio partner online. Dai dati emerge infatti che il Bel Paese risulta in testa rispetto agli altri stati europei per quanto riguarda il numero di utenti attivi, che si attesta a 8,9 milioni (fonte: Center for Economics and Business Research).

Alla ricerca dell’amore (perduto)

L’amore dunque viene ricercato sempre di più all’interno di servizi online che possono offrire sostegno e supporto alla persona durante le varie fasi della relazione: da un primo contatto all’infatuazione, all’innamoramento e alla stabilizzazione di un legame sociale ed affettivo.

Il cono d’ombra che sembra avvolgere ancora questa pratica sociale viene tuttavia illuminato da un’altra ricerca, svolta sempre in ambito universitario, dai professori di economia Josuè Ortega dell’università dell’Essex e Philipp Hergovich dell’univesità di Vienna, che in “The strenght of absent ties: social integration via online dating”, partono da un’analisi condotta su una batteria di dati tratti dal settore del dating online, evidenziando come un terzo delle relazioni abbia origine all’interno del mondo digitale. Inoltre, dallo studio emerge come le app di dating abbiano contribuito in maniera significativa ad implementare le connessioni tra individui appartenenti ad ambienti sociali ed etnie differenti. Contro il senso comune infatti, lo studio ha evidenziato come le relazioni nate all’interno delle app online siano tendenzialmente più stabili e durature rispetto ai tradizionali incontri offline. Anche il legame matrimoniale tra individui che si sono conosciuti in primis online si scioglie meno frequentemente e risulta essere più stabile e solido.

Persino il colosso dei social network, sulla scia di questa corsa all’amore 2.0, lancia un proprio servizio di dating, Facebook Dating, un servizio che per gli utenti potrà essere usufruito solo in versione mobile. Il modello di partenza riprende il layout reso popolare dalla più conosciuta app di online dating Tinder, riproponendo agli utenti la stessa modalità di matching della precedente piattaforma.

Il forte impatto dato dalle nuove tecnologie ha condotto quindi a dei cambiamenti nelle modalità con cui la persona precedentemente veniva approcciata in ambiente offline. Ma questi cambiamenti hanno investito non solo l’ambiente relazionale ma anche l’intera società occidentale, in un lasso di tempo molto breve, portando alla nascita di quella che Castells definisce come Network Society, ovvero una società in cui ogni individuo risulta connesso ad un altro, attraverso una fitta rete di nodi che, se studiati con dovizia, porterebbero ad una rappresentazione quanto mai oggettiva di ogni connessione sociale.

Il web è più un’innovazione sociale che un’innovazione tecnica. L’ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare e non come un giocattolo tecnologico. Il fine del web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. (Berners-Lee, 1999; tr. it. p. 113).

L’intuizione di Tim Berners-Lee ha sicuramente agevolato lo sviluppo sociale, aprendo versanti che nell’ultimo decennio del XX secolo erano ancora nebulosi e inesplorati. E le app di dating sono state l’ultima conquista del web 2.0, trasformando l’ambiente digitale in un luogo in cui le contrattazioni si spostano da un versante più economico-finanziario ad un versante amoroso-relazionale, che trova nelle applicazioni di incontro online una nuova eldorado.

Rivoluzioni amorose: quando il dating online diventa “mercato”

Le app di dating divengono una nuova e rivoluzionaria forma di mercato, inteso come luogo in cui domanda e offerta si incontrano agevolmente, per generare delle contrattazioni di lungo e breve termine. In questo caso specifico il digital e le app scaricabili in smartphone, laptop e/o tablet diventano uno spazio aggiuntivo in cui l’individuo si sente più libero di muoversi e di interagire con l’altra persona, in assenza di quella componente fisica che renderebbe l’azione stessa del corteggiamento sicuramente più complessa.

Nell’epoca scandita dalla nascita di sempre nuove piattaforme di social networking, la stessa ricerca del partner diviene assimilabile alla ricerca del giusto abito o se preferite del mobilio perfetto. Chi cerca amore si incontra all’interno di un luogo protetto, un luogo in cui i soggetti possono accettare o rifiutare l’offerta a loro proposta. E la presenza di app di dating sempre più specifiche ed evolute aiuta l’individuo stesso a soddisfare qualsiasi tipologia di “richiesta”:

progetti di convivenza, flirt “etero” ed “omo”, non impegnativi, extra-coniugali, con partner con particolarità fisiche, masochismo e fetish, scambio di coppia, in modo da aggredire tutti i “mercati” potenziali.

Anche l’amore, come tante altre realtà, viene dunque assorbito da un’ottica di mercato, a volte meramente economica, in cui i processi di globalizzazione che hanno investito negli ultimi anni le società attuali, si concretizzano anche nel settore relazionale. La declinazione dei processi di globalizzazione avviene infatti dalla presenza sempre più marcata di grandi gruppi commerciali, a cui naturalmente fanno capo anche più siti di dating online. I colossi del dating come InterActiveCorp (IAC) possiedono applicazioni come Meetic (con più di 7 miliardi di iscritti) e OKCupid (30 milioni di iscritti), Match.com e per concludere Tinder, il servizio di dating online più popolare, aperto nel 2012 che ad oggi conta circa 50 milioni di utenti in tutto il mondo.

Can anybody find me somebody to love?

Recitava una conosciutissima canzone degli anni ‘70. Anche se adesso non è più chi ma cosa, un’applicazione di dating online.

Gloria Vardanega