Al secondo anno di università ho iniziato a notare una cosa: non riuscivo più a stare molto concentrata sui compiti che richiedevano un particolare sforzo mentale. Mi sono chiesta “Sarà la stanchezza? O forse sono un po’stufa di studiare solamente cose teoriche? Forse è ora di mettere un po’le mani in pasta”.
Proprio come allora, neanche oggi so la causa certa di questo declino dell’attenzione. Di una cosa però mi sono resa conto: una delle fonti di distrazione principali è lo smartphone. E qui si apre un mondo. Che siano notifiche di Instagram o Whatsapp, o la semplice voglia di leggere le news, la distrazione è troppo forte e diventa ingestibile nei momenti di noia.

Una cascata di informazioni

Mi sono chiesta quindi se ci fosse qualche studio certificato ed attendibile che parli di questo deficit e se sì, se mi potesse aiutare a capire come prestare più attenzione alle cose che sto facendo.
Nella fase iniziale delle ricerche mi è sorto un altro interrogativo: ho trovato moltissimi documenti relativi a disturbi di questo tipo applicati agli adolescenti, ma degli adulti che si dice? Loro sono immuni da questa distrazione in quanto immigrati digitali?

Nel 2018 gli italiani hanno passato in media 1 ora e 48 minuti al giorno sui social, valore in aumento rispetto agli anni precedenti (Fonte: We are social). Ogni minuto nel mondo viaggiano 38 milioni di messaggi Whatsapp, vengono pubblicati più di 480 mila tweet, oltre 170 mila utenti scrollano Instagram e si spendono circa 850 mila dollari online.

Il problema nasce nel momento in cui il nostro cervello va in sovraccarico a causa di questa eccessiva quantità di informazioni, gestendole tutte in modo provvisorio. È come dover dividere una torta tra 100 persone e non più solo tra la stretta cerchia di amici: ognuno avrà meno torta, così come noi avremo meno attenzione per la singola notizia.

Costante declino dell’attenzione

L’esposizione costante ai social può comportare molti effetti negativi, quali

  • Difficoltà a prestare attenzione ad un compito prolungato
  • Dimenticanza di attività quotidiane, come un appuntamento o una visita
  • Fatica nello svolgere compiti ripetitivi e monotoni
  • Incapacità di prestare attenzione ai dettagli
  • Difficoltà ad ascoltare gli altri, essendo costantemente distratti da stimoli esterni

Nei casi più gravi un’esposizione eccessiva al mondo dei social può aggravare disturbi già presenti nell’individuo, come l’ADHD. Si tratta di un disturbo mentale da deficit dell’attenzione ed iperattività molto raro e che va trattato in modo opportuno da esperti del settore.

Tutta colpa della GUI

Tempo fa ho visto un’interessante video di TEDx Bruxelles intitolato “How better tech could protect us from distraction” che mi ha fatto riflettere sulla direzione che le future User Interface dovrebbero prendere e sulla colpa che noi umani abbiamo in questa “perenne distrazione”.

In media ci servono 23 minuti per riprendere l’attenzione e via via che aumentano le distrazioni, s’incrementa anche il livello di auto-disturbo: perdiamo il focus su ciò che stiamo facendo circa ogni 3 minuti e mezzo. Neanche il tempo di finire un gelato. Nella nostra mente si creano due stati: “Cosa mi sto perdendo” oppure “Sono distratto” e in nessuno dei due sarò performante nello svolgimento delle attività quotidiane.

Il concetto principale però che è emerso da questo speech e che più mi ha colpita è il seguente: l’architettura e l’interfaccia stessa di molti dispositivi digitali e piattaforme social ci inducono alla distrazione.

Il design viene in nostro aiuto (o almeno dovrebbe)

Tutti i social network ormai attribuiscono un “punteggio” a noi utenti sulla base del tempo speso per la navigazione: più commenti e like lasciamo alle nostre spalle, più siamo identificati come utenti attivi e quindi visibili dalla community. Tutto ciò ha secondo me una motivazione, in un certo senso, meritocratica: il web non esiste senza contenuti, quindi perché non premiare coloro che li creano?
Altro problema sta nel modo in cui la GUI, Graphic User Interface, si rapporta con noi. Prova ad immaginarti come si presenta una notifica sul tuo smartphone: visualizza o elimina. Ma perché invece di incitarci a vedere cosa sta succedendo nel web, il sistema non ci informa di quanto tempo andremo a perdere prendendo il mano il nostro smartphone? Se ne lava semplicemente le mani e lascia a noi e al nostro autocontrollo la gestione di questa situazione.

Secondo Tristan Harris però solo il design può aiutarci in questa situazione.

Senza più stupirci, la lungimiranza di Apple ha colpito il punto: con l’uscita di iOS 12 ha permesso a tutti i suoi utilizzatori di limitare le interruzioni e gestire il tempo di utilizzo.
Dal fornirci semplice statistiche giornaliere e settimanali, il nuovo aggiornamento ci ha anche permesso di gestire al meglio le notifiche, scegliendo se disattivarle o inviarle direttamente al centro di controllo. È inoltre possibile impostare un tempo massimo di utilizzo di un’applicazione, così da evitarne gli abusi.

Questo importante passo è stato seguito a ruota dal social media del momento, Instagram: anche in questo caso è stata data la possibilità di impostare un timer di utilizzo e disattivare le notifiche push.

Soluzioni home made

Ritorno un attimo al secondo anno di università. Allora cercai “rimedi naturali, semplici e veloci” su Google, che in poche parole mi suggerivano di mangiare una tavoletta di cioccolata fondente al giorno e bere molta acqua. Una volta deciso di non seguire la strada che mi avrebbe portato sicuramente qualche chiletto in più, ho iniziato a studiare i miei comportamenti ed identificare alcune best practice per rimanere concentrata più a lungo.

  • Tanta ma tanta buona volontà
    Poiché penso che gran parte delle persone che leggeranno questo articolo non lavorino alla Apple, così da operare sull’interfaccia di alcune delle principali piattaforme, quindi per ora il metodo migliore per iniziare a “guarire” è la buona volontà.
    Dobbiamo imporre a noi stessi, quando iniziamo un lavoro, di dedicarci totalmente a quello fino alla sua conclusione, o almeno per un certo lasso di tempo prestabilito.
    Il metodo “rispondo solo a questo messaggio” non funziona: sappiamo benissimo che innescherebbe una reazione a catena dalla quale riusciremmo a svincolarci solo dopo parecchi minuti.
  • Disattiva le notifiche push
    I big player del mondo social ci hanno dato questa possibilità, facciamolo! Non può che essere d’aiuto.
  • Prova col metodo GTD
    Parlo di un modo per organizzare le tue attività, così da seguire la tabella di marcia senza accettare distrazioni.
    #1: fai un elenco di tutte le cose che devi svolgere
    #2: definisci cosa puoi fare ora. Se non puoi svolgerle subito puoi cestinarle, posticiparle o archiviarle.
    #3: dai una priorità a questi obiettivi e definisci cosa fare per raggiungerli.
    #4: verifica di aver rispettato le scadenze di queste attività.
    #5: ora datti da fare!

In conclusione, in questo mondo che viaggia ad alta frequenza informativa dobbiamo essere capaci di visionare il fine ultimo di ciò che facciamo, anche se si tratta di una cosa minima. La concentrazione deve diventare un esercizio quotidiano e solo in questo modo riusciremo a ritrovare quell’attenzione perduta.