Se c’è una cosa di cui essere certi è che al giorno d’oggi ognuno di noi, indipendentemente da genere, età e luogo di provenienza, possiede una propria identità online: che sia su Facebook, Instagram piuttosto che LinkedIn, tutti abbiamo creato una parte di noi sul web che nel bene o nel male rappresenta la nostra essenza.

Identità online: vera identità vs identità virtuale

L’identità online si definisce come la costruzione della propria individualità tramite i diversi dispositivi di comunicazione presenti in rete. Il profilo personale che andiamo a creare ogni qualvolta iniziamo ad utilizzare un nuovo social network rappresenta quello che siamo e che vogliamo mostrare al pubblico del web.
Nel fare ciò è facile cadere nell’inganno dell’identità perfetta e condivisa da tutti e spesso capita di ricorrere a filtri e continue modifiche dei post e delle stories per nascondere quella che è la comune realtà, fatta di dubbi, insicurezze e problematiche quotidiane.

Questo fenomeno oggi molto diffuso altro non è che la conseguenza di una visione troppo idealizzata della vita che finisce per perdere quell’aspetto reale e genuino ed assumere al contempo il carattere ideale e perfetto. Sebbene negli ultimi anni questa distinzione tra vita vera e identità virtuale sia andata sfumando, è rimasto comunque un distacco all’interno della sfera individuale che non è data vedersi. La stragrande maggioranza degli influencer presenti sui social è parte di questa idealizzazione dell’essere, che a lungo andare porta a sviluppare una concezione sbagliata della propria vita e del modo di vedere le cose.

Cos’è il personal branding

Il personal branding è una pratica molto comune nel digitale utilizzata per promuovere sé stessi e creare una vera e propria strategia di marketing attorno alla propria identità; esso consiste nell’attribuire determinati valori alla persona e specifici obiettivi sulla base di cui creare un’immagine identificativa che mette in risalto le qualità del singolo individuo.
Un aspetto importante per la realizzazione del personal branding è individuare i cosiddetti “strategic factors” ovvero i fattori strategici rappresentativi e rilevanti per il pubblico di utenti; sulla base di questi valori si sviluppa poi l’identità vera e propria e la strategia di comunicazione del proprio brand sulle piattaforme.
Come si fa per il posizionamento di un brand o un prodotto, l’obiettivo è quello di posizionare se stessi nella mente di un potenziale consumatore, tenendo in considerazione che lo stesso consumatore possiede i propri valori e le proprie percezioni relative al personal brand che ha di sé.

Il personal branding inteso come forma di marketing applicato alla persona ha come obiettivo finale quello di sviluppare nella mente di individui e organizzazioni un’immagine autentica eattraente” di sé stesso. Esso pertanto si realizza nel momento in cui l’immagine veicolata del proprio brand rispecchia i canoni e le aspettative di quella che hanno gli altri utenti del web.

Il celebre Jeff Bezos, fondatore e CEO del colosso Amazon, ha fornito una propria idea sul che cosa significa fare personal branding, affermando: “Branding is what people say about you when you’re not in the room ”, vale a dire “quello che la gente dice di te, una volta uscito dalla stanza”.

Perché fare personal branding

Fare personal branding al giorno d’oggi è molto importante non solo per i manager e professionisti ma anche per tutti i lavoratori in quanto aiuta ad individuare al meglio le proprie competenze e i propri valori distintivi all’interno della società e in ambito lavorativo. L’obiettivo finale è quello di costruire un immagine di sé stessi che sia concreta, visibile e che riesca a catturare l’attenzione di tutti.
Per sviluppare un proprio brand personale occorre stabilire anzitutto una mission e una vision, con obiettivi smart, realistici e stabilendo  un target di persone a cui rivolgersi per quanto riguarda il settore lavorativo che si intende raggiungere.
Gli step e gli obiettivi di un’operazione di personal branding sono simili se non identici a quelli di qualsiasi operazione tradizionale di branding: così come per un prodotto nuovo lanciato sul mercato, il professionista deve trovare quell’elemento in grado di distinguerlo dai competitors che lo rende unico e insostituibile.
Nell’ottica di un mercato che cambia ed evolve continuamente, si manifesta sempre più il bisogno di emergere e farsi notare non più come singolo individuo ma appunto come brand. Curare adeguatamente i propri account è essenziale in questo senso per trasmettere la propria immagine professionale e personale.

I vantaggi di fare personal branding

I motivi che portano le persone a voler costruire un proprio personal brand sono gli stessi che si ritrovano di tanto in tanto quando si aggiorna il proprio profilo LinkedIn o il proprio curriculum: manifestare il proprio successo e fornire un’immagine rappresentativa della propria carriera professionale è un aspetto funzionale sia per garantirsi una possibile identificazione con l’azienda per cui si lavora, sia per la crescita personale e per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.
Ci sono statistiche che parlano di personal branding, secondo cui un contenuto aziendale è otto volte più coinvolgente quando a condividerlo è il dipendente stesso, tramite i propri profili social, così anche i lead generati dalle attività social dei singoli dipendenti sono sette volte maggiori.
Emerge inoltre che i dipendenti coinvolti nelle loro attività di personal branding avrebbero oltre una possibilità su cinque in più di sentirsi ottimisti rispetto al futuro dell’azienda e alla propria crescita professionale, e ciò non può non avere effetti a catena sulla brand identity aziendale.

LinkedIn come vetrina virtuale 

La piattaforma LinkedIn si rivela utile in questo senso per contribuire a manifestare il personal branding del soggetto, lavorando per trasmettere a potenziali clienti o collaboratori chi siamo, cosa facciamo e perché essi dovrebbero sceglierci.
LinkedIn non a caso è il social network per eccellenza dedicato allo sviluppo di contatti professionali, pertanto rappresenta un mezzo utile alla creazione del personal brand. Nato nel 2003 prima ancora di Facebook, LinkedIn si è posto fin da subito una mission: collegare i professionisti di tutto il mondo per aumentarne la produttività e il successo. Ad oggi, dopo quasi 20 anni di esistenza questa piattaforma si è evoluta parecchio convertendosi in un’azienda miliardaria di proprietà della Microsoft e conta circa 875.000.000 utenti in oltre 200 paesi del mondo.

L’aspetto che contraddistingue LinkedIn dagli altri social è proprio la coerenza con la mission, il creare relazioni e opportunità di lavoro sulla base del target desiderato. Per costruire un forte personal branding è bene prendere in considerazione l’immagine che si proietta online: questo significa curare il proprio profilo LinkedIn, la presenza sui social media e i contenuti che vengono condivisi online. È necessario inoltre essere coerenti nel modo in cui ci si presenta online e offline, cercando di mantenere un’immagine che sia il più possibile professionale e positiva nei diversi contesti rappresentati.
Il personal branding in questo senso prende il nome di “professional brand” e il profilo LinkedIn rappresenta una sorta di biglietto da visita virtuale che rappresenta e comunica l’identità professionale, in modo tale che quando gli utenti cercano informazioni possano trovare un profilo curato in grado di dimostrare la propria esperienza e sviluppare interesse. Con una presenza online ben solida è possibile mostrare ai potenziali datori di lavoro o clienti il proprio brand e dimostrare quindi di essere la persona giusta per svolgere il lavoro che si intende ottenere.
Tra i vantaggi dell’avere un profilo LinkedIn si ritrovano: visibilità professionale, networking e possibilità di sviluppare relazioni a lungo termine e costruzione della propria reputazione online. In ultima, LinkedIn offre una vasta gamma di risorse per l’apprendimento e lo sviluppo professionale, tra cui corsi online, webinar, gruppi di discussione e altro ancora, risorse che aiutano senz’altro a migliorare le proprie skills per espandere le proprie conoscenze in un determinato settore o ambito professionale.

L’identità online nella società delle reti

La tecnologia come mezzo e luogo di comunicazione ha progressivamente trasformato strutture e organizzazioni a livello sociale e culturale.
Manuel Castells, sociologo spagnolo, ha sottolineato l’importanza dell’interconnessione e della comunicazione in rete nella costruzione della propria identità online. Considerato come il padre della Network society (con questo termine si intende la società delle reti in cui le strutture sociali principali e le attività sono organizzate intorno a reti di informazione elaborate elettronicamente), nel suo  libro egli afferma infatti come l’identità non sia un’entità statica, ma piuttosto un processo dinamico che si sviluppa in relazione alle esperienze e alle interazioni sociali.
Nel contesto digitale l’identità del singolo si costruisce attraverso l’interazione con gli altri, sia online che offline; se ci si fermiamo a riflettere possiamo notare come la comunicazione in rete è oramai diventata un fattore cruciale nella costruzione del proprio essere come persona e permette di di sviluppare delle connessioni raggiungendo un pubblico globale di utenti del web.

L’interconnessione di Castells e il personal branding sono strettamente collegati dal momento che entrambi sono fattori importanti nella costruzione dell’identità online. Come già detto in precedenza, l’identità non è statica ma è piuttosto un processo dinamico che si sviluppa in relazione alle esperienze e alle interazioni sociali. Il personal branding in quanto processo di gestione della propria immagine online comporta il dover mettere in mostra le proprie competenze e i propri obiettivi professionali. Al fine di di costruire l’identità online in modo consapevole e strategico è necessario comunicare una connessione tra il proprio sé e il proprio essere virtuale.

Conclusione

L’essenza del personal branding sta nel promuovere un’ immagine efficace di sé che favorisca visibilità e interazione e permetta di raggiungere opportunità non solo in ambito lavorativo ma anche e soprattutto a livello sociale, per la realizzazione della propria individualità e per la comprensione delle dinamiche sociali presenti in rete.

Biografia

Sono Barbara Lugo, studentessa di 22 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Verona e attualmente sono iscritta al corso magistrale di Web Marketing and Digital Communication presso l’università IUSVE di Verona. Sono intraprendente e creativa, sempre alla ricerca di nuove idee, in futuro mi piacerebbe lavorare nel settore Advertising e Comunicazione digitale. 

Bibliografia

Castells, Manuel; The Rise of the Network Society, The Information Age: Economy, Society and Culture, Vol. I. Cambridge, MA; Oxford, UK. Blackwell. 1996. 

Sitografia

 

https://www.psicologo4u.com/social-network-e-identita-chi-vogliamo-mostrare-attraverso-i-nostri-post/

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/personal-branding/

https://up4business.it/blog/come-fare-personal-branding-su-linkedin/

https://learning.linkedin.com/it-it/articoli/11-obiettivi-di-sviluppo-professionale-da-considerare

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