Negli ultimi anni, il tema della tecnologia e dei social media ha sollevato diversi argomenti di interesse antropologico e ha portato alla riflessione sulla relazione tra gli esseri umani e i principali mezzi di comunicazione. Uno dei temi più discussi, che ha generato un grande interesse e suscitato un dibattito accalorato, riguarda l’identità, in particolare quella digitale.
In questo articolo esploreremo come questa crescente presenza del digitale nella nostra vita quotidiana abbia influito sulla nostra appartenenza virtuale e come, di conseguenza, l’identità digitale stia diventando sempre più uno specchio per la nostra vera identità offline, fornendo consigli su come gestire al meglio questa sfida.

Secondo l’enciclopedia Treccani, si sostiene che “Internet sia stata celebrata come un luogo utopico in cui lo spazio sociale permette la riscrittura infinita di età, genere ed etnia, consentendo al soggetto di sperimentare forme di identità fluide e multiple, tipiche della postmodernità”. Un luogo utopico all’interno del quale le persone si affidano ai social media per esprimere sé stesse e interagire con altri. Il che dimostra come l’identità digitale stia diventando sempre più parte integrante delle nostre vite.
Diventa essenziale dunque riflettere come vogliamo essere percepiti dagli altri e come vogliamo influenzare la nostra appartenenza virtuale, con l’obiettivo etico di comunicare un’identità digitale che sia il più possibile affine alla nostra identità offline, senza prender parte a questa estetica dell’apparire che sta dominando i social media, provocando una caduta di originalità e una conseguente ricerca ossessiva di imitazione.

A tal proposito la serie tv Black Mirror di Netflix, creata da Charlie Brooker, offre una critica all’evoluzione mediatica ed esplora gli aspetti più inquietanti dell’ambiente digitale in cui ci troviamo immersi. Caduta libera, un episodio con Bryce Dallas Howard nel ruolo di Lacie, ci spinge a riflettere sull’invasione dei social network nella nostra vita quotidiana e ci avverte dei pericoli e dell’irrealità che possono comportare. La storia si svolge in un mondo perfetto, dove ogni cosa è colorata in tonalità pastello e non esiste il grigio. Tuttavia, come accade nei social network, anche questo mondo nasconde un lato oscuro.

Lacie è la protagonista di questa storia ambientata in un ecosistema in cui le persone vengono giudicate in base alla loro popolarità su un’app simile a Instagram, dove vengono assegnati punteggi da 0 a 5. Questi punteggi influenzano l’opportunità di ottenere un lavoro migliore, comprare una casa e ottenere altri benefici. Ma cosa succederebbe se iniziassimo a classificare le persone in base alla loro popolarità sui social network? Oggi i social network come Facebook, Instagram e Tiktok sono diventati parte integrante della nostra vita. Sono il modo in cui vogliamo apparire al mondo, come vorremmo essere, ma non siamo. Rappresentano il lato migliore della nostra vita quotidiana.

Nell’episodio in questione Lacie è una giovane popolare, anche se non fa parte dell’élite, ha un buon lavoro, ma la sua vita potrebbe essere molto migliore. È dipendente da Internet e cerca costantemente l’attenzione di Naomi, un’amica d’infanzia che è bella e ha una vita perfetta, e che sta per sposarsi. I voti possono essere pubblici o anonimi e un giudizio negativo può avere ripercussioni devastanti. Pertanto, tutti in questo mondo cercano di comportarsi secondo le regole, di essere gentili e sembrare “perfetti”.
Su Instagram ogni utente può applicare filtri per apparire bene in una foto, può valutare tutto ciò che viene pubblicato, ma non può sempre piacere a tutti.
Caduta libera cerca di portare i codici dei social network nel mondo reale, il che ci costringerebbe a comportarci falsamente per compiacere gli altri e mostrare il nostro lato migliore. Inoltre, i “Mi piace” che riceviamo su Instagram o Tiktok determinerebbero anche la nostra posizione sociale.

In Black Mirror, le persone agiscono tutte in modo corretto tra di loro, con una cortesia che infastidisce perché sappiamo che è fittizia e basata sull’egoismo. Non cercano di aiutarsi reciprocamente o essere di supporto, ma solo di migliorare la propria immagine. Naomi invita Lacie a essere la sua damigella d’onore non perché siano buone amiche o per condividere ricordi d’infanzia, ma perché pensa che sia interessante invitare un’amica delle elementari con un punteggio di 4.2. Nessuno agisce sinceramente, nessuno pensa agli altri, esiste solo l’ego e l’immagine proiettata da esso. Questo eccesso di preoccupazione per l’immagine, per come siamo visti dal mondo, ci ricorda la nostra realtà. Caduta libera non sembra un’idea improbabile e presenta situazioni che abbiamo probabilmente già vissuto.

Oggi desideriamo condividere immagini di cibi deliziosi, serate divertenti con amici, viaggi indimenticabili e semplici momenti di relax. Valutiamo attentamente tutto ciò che pubblichiamo, pensando a chi lo vedrà e a cosa penseranno gli altri. Viviamo in un mondo sempre più tecnologico e meno umano, ma fortunatamente manteniamo ancora il contatto e le relazioni quotidiane con colleghi e amici, trovando un piccolo spazio per essere noi stessi. Sappiamo tutti chi vorremmo essere e alcuni hanno anche dei modelli di riferimento.

Durante l’episodio, vediamo come la personalità di Lacie sia fortemente condizionata. Non sceglie i suoi pasti, mangia ciò che è socialmente accettato. Questo condizionamento, questa nuova forma di interazione e l’estrema falsità rendono i personaggi incapaci di gestire i conflitti e di esprimere ciò che pensano, per paura che il loro punteggio sociale si abbassi. Questa versione estrema di Instagram, insieme all’invito al matrimonio, porteranno Lacie a ossessionarsi con la sua popolarità, che sarà interrotta da una serie di imprevisti che la costringeranno a essere sé stessa, a togliersi la maschera e a diventare umana.

È umano provare sentimenti, avere pensieri diversi e esprimere la propria rabbia. Ma in questo mondo perfetto, la dimensione umana è inammissibile. La caduta di Lacie rappresenta una liberazione: viene arrestata, ma è libera. Non erano solo le pareti a opprimere Lacie, ma l’intera società. E quando raggiunge il limite, finalmente riesce a urlare, a essere sé stessa. La scena finale in cui “perde la testa”, quando si rende conto di non avere più il suo cellulare e inizia a urlare insieme ai compagni di cella, è una scena catartica che infonde speranza. Non esiste una prigione peggiore di quella che creiamo noi stessi, non esiste una schiavitù peggiore di un mondo privo di umanità.

Il mondo apparentemente dispotico di Black Mirror ha chiaramente, come abbiamo visto, fatto riferimento a quello che è il nostro mondo e la nostra realtà attuale. Oltre ad affrontare il tema dell’identità digitale come elemento chiave della puntata, ha una rilevante importanza anche la reputazione online, altro tema discutibile della società odierna. Ad esempio è evidente come datori di lavoro, clienti o persone con cui interagiamo online spesso cerchino informazioni su di noi tramite i social media. È dunque fondamentale curare il contenuto che pubblichiamo, assicurandoci che sia appropriato e positivo. Una reputazione online positiva può aprire porte e opportunità nella nostra vita reale.

In tal modo negli ultimi anni è nata e si è sviluppata una nuova figura professionale, ovvero quella dell’E-Reputation Manager. Questo professionista, anche conosciuto come online reputation manager o digital reputation manager, è specializzato nella gestione e nel controllo dell’immagine e della reputazione di un’azienda, un individuo o un marchio sul web. Il suo obiettivo principale è preservare e migliorare la reputazione online attraverso una serie di strategie e azioni mirate. L’e-reputation manager monitora costantemente l’attività online, esaminando i social media, i forum, i blog e altri siti web pertinenti per individuare e valutare le menzioni e le opinioni che riguardano un individuo o il marchio che sta rappresentando. Questo monitoraggio avviene tramite l’uso di strumenti appositi che consentono di tracciare le conversazioni online e di raccogliere dati utili per l’analisi.

Una volta identificate le informazioni rilevanti, l’e-reputation manager pianifica e attua strategie per influenzare positivamente la percezione dell’entità o del marchio online. Ciò può includere la gestione delle recensioni dei clienti, la risposta a commenti negativi o controversi, la promozione di contenuti positivi e rilevanti, l’ottimizzazione dei risultati di ricerca, l’interazione con gli utenti e la gestione di crisi online.

In sintesi si impegna a costruire un’immagine positiva, ad affrontare situazioni di crisi e a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con il pubblico online. In una società ideale ognuno di noi dovrebbe essere il manager reputazionale di sé stesso, cercando di curare il più possibile il contenuto che carichiamo sui nostri profili e trasmettendo un’identità digitale che dev’essere il più possibile in linea con l’identità reale. Questo per correttezza nei confronti degli altri ma in particolare di sé stessi, questo per evitare che si avverino le profezie di Black Mirror.

Per diventare veramente l’E-Reputation Manager di noi stessi e meritarci ogni mese un’aumento per il lavoro svolto, dobbiamo aver ben chiari alcuni punti chiave utili a gestire l’identità digitale e l’appartenenza virtuale:

  1. Pensa prima di postare: Valuta attentamente ciò che condividi sui social media e come potrebbe influenzare la tua identità digitale e la tua appartenenza virtuale. Considera se il contenuto è appropriato, coerente con la tua immagine desiderata e in linea con i tuoi valori.
  2. Mantieni la coerenza: Cerca di mantenere coerenza tra il tuo sé online e offline. Essere autentici e veritieri nella tua rappresentazione ti aiuterà a costruire connessioni sincere e significative.
  3. Cura la reputazione online: Monitora attentamente il contenuto che pubblichi e fai regolarmente una ricerca di te stesso online per valutare la tua reputazione. Se necessario, rimuovi o modifica contenuti inappropriati che potrebbero danneggiare la tua immagine.
  4. Crea relazioni positive: Partecipa attivamente a gruppi e comunità online che condividono i tuoi interessi e valori. Interagisci con gli altri in modo positivo, rispettoso e costruttivo, contribuendo a creare una comunità virtuale accogliente.
  5. Cerca di rendere il futuro un posto migliore rispetto a quello prospettato da Black Mirror

Per concludere è importante ribadire come la nostra identità digitale e la nostra appartenenza virtuale rappresentino una parte fondamentale della nostra vita nell’era digitale. Di conseguenza è importante costruire attentamente la nostra identità digitale sui social media, mantenendo coerenza e autenticità, senza cercare di emulare l’influencer del mese. Inoltre la gestione della reputazione online e la partecipazione a comunità virtuali positive contribuiscono a creare un’identità digitale forte e una appartenenza virtuale significativa. Ricordiamoci sempre di riflettere sui nostri valori e obiettivi personali mentre plasmiamo la nostra identità digitale e le nostre relazioni online, altrimenti saremo in caduta libera come Lacie.

Giovanni Zucatti

 

https://www.culturedigitali.org/lo-sdoppiamento-dellidentita-tra-reale-e-digitale/

https://lamenteemeravigliosa.it/black-mirror-caduta-libera/

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