All’inizio del 2023 la popolazione mondiale ha raggiunto 8,01 miliardi di individui e, secondo il report annuale di We are social, il 64,4% di questi è ora online. In media si trascorrono 6 ore e 37 minuti al giorno online e ciò significa che, sottraendo le ore in cui normalmente si dorme, ognuno di noi passa all’incirca metà della sua giornata online. Sono dati a cui spesso non si da importanza, ma che, nel momento in cui vengono letti e analizzati, sottolineano il ruolo che Internet oramai ricopre nella vita di tutti i giorni per ogni persona.

Concordiamo tutti sul fatto che l’avvento di Internet ha modificato completamente il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci connettiamo con gli altri. Il digitale ha inevitabilmente semplificato e velocizzato moltissime azioni quotidiane permettendoci di entrare in un’era completamente nuova. Tuttavia, come in ogni innovazione, vi è un doppio lato della medaglia: la nascita di Internet ha dato vita anche al cosiddetto Internet Addiction Disorder, una dipendenza che colpisce sempre più persone in tutto il mondo.

L’Internet Addiction Disorder è un termine coniato nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg, il quale lo descrisse come un abuso delle tecnologie della comunicazione. Lo psichiatra sostiene che le conseguenze dell’eccessivo utilizzo di Internet impattino gravemente la vita quotidiana, sociale, relazionale, famigliare, lavorativa, accademica ed economica di un individuo. Il soggetto patologicamente dipendente vive il bisogno di utilizzare il digitale in qualsiasi momento della propria vita, andando ad immergersi in un mondo completamente virtuale a discapito di quello reale.

MODELLO YOUNG

Cos’è e come individuare la dipendenza da Internet

Kimberly Sue Young O’Mara è stata una psicologa ed esperta del disturbo da dipendenza da Internet, fonda il Center for Internet Addiction nel 1995, uno dei primi centri di ricerca negli Stati Uniti a studiare tale disturbo. Nel 1996 ha sviluppato il primo strumento per diagnosticare tale disturbo basato su otto criteri di dipendenza in cui la persona:

  1. è preoccupata per Internet;
  2. avverte la necessità di passare sempre più tempo su Internet per ottenere soddisfazione;
  3. compie tentativi senza successo di controllare, ridurre o interrompere l’uso di Internet;
  4. prova ansia e depressione nel ridurre o interrompere l’uso di Internet;
  5. rimane su Internet molto più a lungo di quanto previsto;
  6. mette in pericolo i contatti personali, il lavoro, lo studio, la carriera;
  7. nasconde la verità sulla dipendenza da membri della famiglia e aiutare i professionisti;
  8. usa Internet per sfuggire al problema.

Da questi criteri è stato successivamente sviluppato il questionario per la misurazione della dipendenza e la conseguente gravità di tale fenomeno, ossia l’Internet Addiction Test (IAT). Si tratta di una scala di 20 elementi che permettono di misurare il grado di coinvolgimento dell’individuo e classifica il comportamento da dipendenza in quattro categorie:

  1. mancanza di dipendenza;
  2. lievi segni di dipendenza;
  3. segni moderati di dipendenza;
  4. comportamento di dipendenza grave;

Quali sono le diverse tipologie dell’Internet Addiction?

La psicologa statunitense ha da sempre sostenuto che l’Internet Addiction riguardi diversi comportamenti e problemi di controllo degli impulsi. Per tale motivo ha individuato quattro tipologie di dipendenza, sottolineando come queste derivino dall’uso intensivo e primordiale di una particolare applicazione che diventa, dunque, il fattore scatenante per l’uso eccessivo di Internet.
I quattro sottotipi di dipendenza da Internet sono:

  1. Dipendenza dalle relazioni virtuali (Cyber-Relational Addiction), ossia l’inclinazione a creare sempre più rapporti online, anche di diversa entità, trasformando i rapporti della realtà e portando l’individuo a considerarli come di minore importanza. Esistono diverse forme di tale dipendenza, come:
    – social network addiction, che rappresenta la dipendenza da social network;
    – cyberbullismo, che a sua volta può avere diverse forme tra cui il flaming che prevede l’invio si messaggi online volgari e violenti. Il cyberstalking caratterizzato da molestie e denigrazioni ripetute e minacciose. Infine il doxing che riguarda la diffusione in rete di dati personali e sensibili;
    – cybersex, utilizzato per raggiungere gratificazione sessuale attraverso esperienze erotiche ed interattive.
  2. Sovraccarico cognitivo (Information Overload), in cui i soggetti trascorrono la maggior parte del loro tempo online cercando compulsivamente informazioni di diversa natura.
  3. Net Compulsion, che riguarda attività online quali il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, i giochi di ruolo e prevede un coinvolgimento continuo, una vera e propria dipendenza.
  4. Dipendenza da videogiochi (Computer Addiction) termine utilizzato per indicare un comportamento di gioco persistente che può avvenire sia online che offline.

CONSEGUENZE DELL’INTERNET ADDICTION DISORDER

Non è difficile immaginare come il primo effetto di tutto ciò sia il cambiamento inevitabile dei rapporti personali che molto spesso porta a una situazione di isolamento. La tecnologia viene dunque vista come unico mezzo possibile per relazionarsi, con la conseguenza di portare l’individuo alla costruzione di una vita esclusivamente online, spesso ben differente da quella reale, proprio perché ideata con l’intento di scappare dalla situazione di disagio e solitudine che si sta vivendo. Un’ulteriore conseguenza che oramai è sempre più presente è rappresentata da forte ansia e depressione, derivanti dall’impossibilità di poter utilizzare la tecnologia ogni qualvolta lo si voglia, scatenando così l’astinenza. Una sindrome correlata alla dipendenza da Internet e sempre più diffusa è la Delayed Sleep Phase Syndrome, per cui le persone manifestano una maggiore difficoltà ad addormentarsi e svegliarsi in un orario considerato “normale”, causando dunque un perenne senso di spossatezza e stanchezza. Infine, un fenomeno estremamente importante che sta colpendo sempre più persone è quello degli Hikikomori. Coloro che soffrono di tale patologia evitano qualsiasi comunicazione con l’esterno e trascorrono i loro giorni nelle proprie camere da letto, passando anche 12 ore davanti al computer.

COME CURARE L’INTERNET ADDICTION DISORDER

Per curare una dipendenza da Internet non è funzionale eliminare completamente l’oggetto della dipendenza, come succede nel caso di dipendenza da alcool o droghe. Young sostiene che siano maggiormente performanti la cosiddetta Dieta Digitale, caratterizzata da una restrizione in termine di ore nell’utilizzo di tale tecnologia, e la Nutrizione Digitale, ossia l’utilizzo di Internet per scopi utili per la propria vita.

Se, per esempio, si soffre di dipendenza dal gioco online, che nel tempo ha negativamente influito nella nostra sfera personale e professionale portando al licenziamento, invece di utilizzare il web per giocare, lo si potrà utilizzare per cercare un nuovo lavoro. Questo ci fa capire come Internet non sia di per sé una cattiva tecnologia, ma che il tutto dipende dall’uso che ne facciamo e soprattutto dal significato che noi gli attribuiamo. Può essere un grande alleato, ma anche il nostro peggior nemico.

Uno dei modelli maggiormente utilizzati per contrastare l’Internet Addiction Disorder è la terapia cognitivo-comportamentale, il cui obiettivo è quello di modificare il comportamento dell’individuo interessato per un uso più sano di Internet. La terapia ha una durata limitata, solitamente di tre mesi, in cui la dipendenza viene analizzata sotto diversi aspetti. Si indaga la frequenza e la durata delle sessioni online, ma anche le modalità e i luoghi con cui queste avvengono. Le tecniche maggiormente usate nella terapia per la dipendenza da Internet sono:

  • esercizi comportamentali;
  • prove comportamentali;
  • desensibilizzazione;
  • tecniche di rilassamento;
  • tecniche di self-management;
  • training di abilità sociali.

Un’attività valida è la regolazione dell’uso di Internet, che farà sentire al paziente di avere il controllo su Internet stesso grazie ad un’organizzazione logica. Esiste anche la pratica dell’opposto caratterizzata dall’inserimento di diverse attività in quei momenti in cui il paziente solitamente si connette a Internet. Infine, risulta utile anche l’utilizzo di ostacoli esterni che andranno ad interrompere la connessione.

CONCLUSIONI

Viviamo nell’era dell’iperconessione, in cui siamo connessi ovunque e in qualsiasi momento. Basta uscire di casa per vedere come le persone attorno a noi, nella maggior parte dei casi, stiano guardando una storia su Instagram, stiano scattando il fatidico BeReal o stiano scrivendo l’ennesimo messaggio su WhatsApp. Da ciò possiamo comprendere come oramai Internet sia una parte essenziale nelle nostre vite, ma non per questo dobbiamo lasciarsi trasportare da esso e perdere definitivamente il controllo di quella che è la nostra vita reale. A tal proposito, la psicologa Young ha identificato tre passaggi chiave che permettono di gestire meglio tale tecnologia:

  1. Controllare il proprio controllo: quante volte al giorno controlliamo il nostro smartphone? Quando si sente il bisogno di controllare il proprio device, il consiglio è quello di fermarsi e focalizzarsi maggiormente su quello che si sta facendo in quell’esatto momento;
  2. Stabilire dei limiti di tempo nell’utilizzo della tecnologia. Invece di rinchiudersi in casa con il proprio dispositivo, uscire, incontrarsi con gli amici o il/la proprio/a partner, comunicare e vivere nel presente, senza l’ossessione compulsiva del dover controllare i social per paura di perdersi qualcosa. Il distaccamento dal digitale permetterà di godersi maggiormente il tempo a propria disposizione;
  3. Disconnessione per riconnettersi, il cui scopo è quello di connettersi nella vita reale con le persone che ci circondano dando loro la giusta importanza. Quest’ultimo passaggio permetterà di migliorare la qualità delle relazioni, ma soprattutto di comprendere come il digitale sia un posto non così essenziale.

L’Internet Addiction è un fenomeno in crescita di cui purtroppo si parla ancora troppo poco e che spesso viene scambiato per un qualcosa di normale, perché al giorno d’oggi risulta naturale l’essere sempre connessi. Internet è sicuramente uno strumento utile che in diversi casi si è dimostrato un grande vantaggio, ma non deve essere assolutamente il centro della nostra vita. É importante porre dei limiti e trovare, quindi, un giusto equilibrio tra quella che può essere la nostra vita virtuale e quella reale.

Sitografia

Matteo Starri, DIGITAL 2023 – I DATI GLOBALI, 26 gennaio 2023, We are Social
https://wearesocial.com/it/blog/2023/01/digital-2023-i-dati-globali/

Adele Minutillo, Paolo Berretta, Pietro Canuzzi, Liliana La Sala, Roberta Pacifici, Dipendenze da Internet, 2022, Rapporto Istituto Superiore di Sanità
https://www.iss.it/documents/20126/6682486/22-5+web.pdf/4c3eb619-e720-1139-9def-b52a145a5660?t=1647440822348

IAD: smart guide, Istituto Superiore di Sanità e Centro nazionale dipendenze e dopping
https://www.iss.it/documents/20126/0/Internet_addiction_disorder.pdf/433811af-dc6d-a912-cd06-ba7dae611148?t=1648137509671

Dr. Kimberly Young, What you need to know about internet addiction, 2015, TEDxBuffalo
https://youtu.be/vOSYmLER664?si=Qo1rZ7fVFvdUL8Z8

Lucia Conti, Aumenta la dipendenza dal web, 99 centri di aiuto, 20 Febbraio 2022, ANSA
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/02/19/aumenta-la-dipendenza-dal-web-99-centri-di-aiuto_db70eedc-c955-4970-8143-29c051b4655c.html

Il trattamento della dipendenza da Internet, Istituto A.T. Beck
https://www.istitutobeck.com/psicoterapia-dipendenza-internet/il-trattamento-della-dipendenza-da-internet

Dott. Damiano Colamonico, Internet Addiction Disorder: Sintomi e Rimedi alla Dipendenza da Internet, 19 Aprile 2022, Studio Colamonico
https://www.studiocolamonico.it/dipendenza-internet/

Autore

Sono Helena Boz, studentessa magistrale di 24 anni, laureata in Scienze e Tecniche del turismo culturale presso l’Università di Udine. Ho da sempre avuto un interesse particolare per il mondo digitale e la comunicazione, tanto da decidere di approfondire meglio queste conoscenze con un percorso magistrale. Attualmente frequento il secondo anno della licenza di Web Marketing e Digital Communication presso l’università IUSVE di Verona.  Mi ritengo una persona organizzata e intraprendente. In futuro mi piacerebbe lavorare nell’ambito della SEO e del web design.